Una mobilitazione silenziosa, composta, ma dal significato politico e civile molto chiaro. Martedì alle ore 18, davanti a Palazzo Luigi Razza, è previsto un raduno suggerito dall’architetto e urbanista Domenico Santoro e pienamente condiviso e sostenuto da tanti cittadini, professionisti, esponenti della politica e amministratori comunali. L’iniziativa dopo la lunga sequenza di intimidazioni che ha colpito negli ultimi mesi dirigenti comunali, amministratori e familiari di esponenti istituzionali a Vibo Valentia.
Un’iniziativa che non prevede slogan né proteste urlate, ma una presenza fisica davanti al Comune per chiedere attenzione e una risposta netta da parte delle istituzioni.
Una scia che ha scosso la città
La mobilitazione arriva dopo una serie di episodi che hanno progressivamente alzato il livello dell’allarme. Dall’incendio dell’auto della dirigente agli Affari finanziari Claudia Santoro, ai colpi di pistola contro l’auto e l’abitazione del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello. Fino alle aggressioni che hanno coinvolto anche i familiari di amministratori, come nel caso del marito della consigliera comunale Laura Pugliese, e alla lettera minatoria recapitata all’assessore al Personale Marco Talarico.
E ancora, più di recente, il doppio episodio ai danni del dirigente del settore Urbanistica Andrea Nocita: prima l’aggressione nei pressi della stazione di Vibo-Pizzo, poi l’incendio della sua automobile nello stesso luogo a distanza di poche settimane.
Un segnale che chiede risposta
È su questa sequenza che si innesta la mobilitazione silenziosa. Un gesto che vuole rompere l’assuefazione e riportare al centro dell’attenzione pubblica la gravità di quanto accaduto. La città, scossa dagli ultimi episodi, si interroga su un clima che viene ormai percepito come sempre più pesante attorno alla macchina amministrativa comunale. Il raduno davanti a Palazzo Luigi Razza nasce proprio con l’intento di evitare la retorica e puntare su una presenza visibile, ordinata, ma ferma. Un modo per dire che la soglia dell’indifferenza è stata superata e che ora si attendono risposte chiare, immediate e concrete.
Perché, al di là delle indagini e dei tavoli istituzionali, la percezione diffusa è che la città sia entrata in una fase delicata, in cui ogni segnale assume un peso decisivo.



