“Leggiamo con stupore il comunicato dell’Amministrazione comunale che tenta di trasformare una legittima richiesta di chiarimenti in una polemica nei confronti della minoranza”. Si apre così il comunicato contente la replica del gruppo consiliare di opposizione di Spadola, deciso a smontare punto per punto la narrativa della maggioranza e a rigettare ogni addebito di inadeguatezza istituzionale o di “diserzione”. Il dibattito si infiamma attorno alla gestione dei bandi pubblici e alle dinamiche dell’aula consiliare, delineando uno scontro frontale in cui la minoranza non intende arretrare di un millimetro, ancorandosi rigidamente agli atti disponibili.
La seduta contestata
Il primo nodo affrontato è quello relativo alla mancata partecipazione alla seduta del civico consesso dello scorso inizio mese. “Partiamo dall’accusa che ci viene rivolta per la mancata partecipazione al Consiglio comunale del 1° giugno”, spiegano i rappresentanti dell’opposizione. “È bene ricordare ai cittadini che quella seduta si è convocata alla vigilia del ponte della Festa della Repubblica, quando molte famiglie, comprese quelle dei consiglieri di minoranza, avevano già programmato da tempo impegni personali e familiari. Cercare di trasformare un’assenza in una presunta fuga dal confronto o in una ‘brutta figura’ non modifica minimamente la sostanza della questione”. Secondo l’opposizione, un “metodo improntato al dialogo e al buonsenso” avrebbe “evitato simili frizioni. Riteniamo inoltre che una maggiore condivisione del calendario delle sedute consiliari, come avvenuto in passato dall’amministrazione Piromalli, possa favorire la più ampia partecipazione e il pieno svolgimento del confronto democratico”.
Il gruppo di minoranza contesta anche l'”uso politico” che l’attuale esecutivo farebbe delle sedute istituzionali, denunciando una “distorsione del ruolo dell’assise. Non condividiamo poi il tentativo di utilizzare il Consiglio comunale per trasformare un legittimo dibattito politico in una contrapposizione tra chi detiene la verità e chi pone domande. Le istituzioni meritano rispetto e il Consiglio comunale deve restare il luogo del confronto democratico, della trasparenza e della verifica degli atti amministrativi”.
Fondi e bandi
Sul fronte dei finanziamenti pubblici e della trasparenza dei bandi, i consiglieri di minoranza tengono a precisare la reale portata delle loro affermazioni storiche, smentendo di aver mai fatto disinformazione o sciacallaggio. “Per questo ribadiamo con chiarezza un concetto che non è mai stato smentito dai nostri interventi pubblici: non abbiamo mai affermato che il Comune di Spadola non abbia presentato le richieste di finanziamento. Non lo abbiamo mai scritto né sostenuto. Sappiamo bene che le domande sono state inoltrate e che il Comune aveva pieno diritto a partecipare al bando”. Il vero fulcro della questione, dunque, si sposta sui risultati e sulle anomalie burocratiche riscontrate negli elenchi ufficiali: “La domanda che abbiamo posto ai cittadini e all’Amministrazione è un’altra e resta, a nostro avviso, ancora meritevole di ulteriori chiarimenti: come mai, pur avendo presentato due richieste di finanziamento per complessivi un milione di euro, il Comune non compare né tra gli enti ammessi né tra quelli esclusi con una specifica motivazione? Si tratta di una questione legittima, fondata sulla documentazione disponibile e rispetto alla quale riteniamo utile un approfondimento pubblico”.
L’eredità virtuosa
L’opposizione risponde poi alle giustificazioni tecniche addotte dal primo cittadino, legandole alla passata programmazione finanziaria di cui rivendicano l’eredità virtuosa. “Prendiamo atto delle spiegazioni fornite dal sindaco in merito ai criteri di assegnazione dei finanziamenti e al peso avuto dagli indicatori finanziari dell’ente. Se la mancata ammissione è effettivamente riconducibile alla solidità dei conti comunali, non possiamo che rilevare come tale condizione rappresenti il risultato del lavoro amministrativo svolto negli anni precedenti, del quale andiamo orgogliosi”. Un patrimonio collettivo che, secondo la minoranza, supera i singoli schieramenti: “Lo stato di salute finanziaria del Comune è stato costruito attraverso anni di programmazione e gestione responsabile, con il contributo di amministratori, dipendenti e consiglieri che hanno operato nell’interesse della comunità. Questo patrimonio amministrativo appartiene a tutti i cittadini di Spadola e non a una singola parte politica”. Rimane ferma, inoltre, la valutazione storica e contraria sulla fine anticipata della passata consiliatura: “Resta una valutazione politica che continuiamo a sostenere, e cioè che a nostro giudizio non vi erano particolari criticità amministrative tali da giustificare l’interruzione anticipata dell’esperienza amministrativa precedente. Si tratta di una scelta che appartiene al confronto politico e sulla quale i cittadini hanno pieno diritto di formarsi una propria opinione”.
Decoro politico
Respinte poi in toto le critiche sul decoro politico e sul comportamento tenuto dai banchi della minoranza: “Per quanto riguarda le presunte ‘brutte figure’ attribuite alla minoranza, respingiamo integralmente questa ricostruzione. In tutti gli anni in cui abbiamo avuto l’onore di rappresentare Spadola abbiamo sempre operato con serietà, senso delle istituzioni e rispetto della comunità”. Entrando nel merito dell’azione amministrativa sul territorio, l’opposizione muove un duro affondo contro lo slogan programmatico della maggioranza, evidenziando gravi carenze e ritardi strutturali: “Quanto allo slogan ‘Prima Spadola’, riteniamo che oggi i cittadini siano chiamati a valutare soprattutto i risultati concreti. Mentre molti comuni del territorio continuano a crescere, intercettano risorse e valorizzano il proprio patrimonio pubblico, Spadola appare ancora in attesa di interventi significativi su diverse criticità da tempo segnalate”. Una tesi corroborata da un elenco preciso di luoghi pubblici in sofferenza: “Lo testimoniano, a nostro giudizio, le condizioni del campo sportivo di via Cecina, dei campetti di calcio di località Conciliazione, della casa di via Chimirri, del lungofiume Ancinale e di altre zone che meriterebbero maggiore attenzione e programmazione”.
Procedura di esproprio
In merito a uno specifico intervento nel tessuto urbano, i consiglieri pretendono risposte immediate sull’iter burocratico: “Con riferimento all’area di via Chimirri, chiediamo all’Amministrazione di informare i cittadini sullo stato della procedura di esproprio avviata dalla precedente amministrazione e approvata dagli organi competenti. Sarebbe utile conoscere per quali ragioni tale iter non risulti ancora concluso e quali iniziative si intendano adottare per il recupero e la valorizzazione di un’area che da tempo versa in condizioni di degrado, più volte segnalate dai cittadini e dagli enti competenti”.
Vigilanza sull’operato dell’Amministrazione
La minoranza lancia poi un messaggio sul futuro della propria azione consiliare, che rimarrà improntata alla massima vigilanza: “Noi continueremo a svolgere il ruolo che i cittadini ci hanno affidato con serietà, responsabilità e rispetto delle istituzioni. Continueremo a fare domande, a chiedere trasparenza e a sollecitare risposte nell’interesse esclusivo della comunità”. Sotto la lente d’ingrandimento finisce anche la macchina burocratica dell’ente e la riorganizzazione del personale: “Riteniamo che alcune scelte organizzative adottate dall’attuale Amministrazione abbiano inciso in maniera significativa sull’organizzazione degli uffici comunali e sulla valorizzazione delle professionalità interne. Anche su questo continueremo a esprimere le nostre valutazioni politiche, nell’auspicio che ogni decisione amministrativa sia orientata esclusivamente al miglior funzionamento dell’ente e ai servizi da rendere ai cittadini”.
La chiosa dell’opposizione affida il verdetto della contesa all’unico giudice sovrano, la cittadinanza spadolese, ricordando che l'”unica vera metrica di valutazione dell’attività amministrativa e politica sono i fatti concreti e non la propaganda. Le polemiche passano, i comunicati si dimenticano, ma i risultati restano. E saranno, come sempre, i cittadini di Spadola a esprimere il giudizio finale sull’operato di chi amministra e di chi svolge il ruolo di opposizione”.



