Sistema bibliotecario vibonese, libri in salvo ma senza un progetto per il futuro

L'assemblea dei sindaci ha affidato il patrimonio alla Biblioteca comunale. Resta aperta la questione su come ricostruire un servizio culturale che per oltre trent'anni ha operato sul territorio

Il patrimonio del Sistema bibliotecario vibonese non andrà disperso. L’Assemblea dei sindaci ha dato il via libera al “trasferimento” dei beni alla Biblioteca comunale di Vibo Valentia, evitando che libri, documenti e attrezzature restassero privi di tutela dopo il collasso dell’ente, finito negli ultimi anni al centro di vicende giudiziarie e di una crisi economica che ne ha decretato la fine. In sostanza l’intero patrimonio resterà custodito a palazzo Santa Chiara ma sarà la struttura della Biblioteca ad occuparsene.

Un patrimonio costruito in trent’anni

Nel complesso di Santa Chiara sono custoditi oltre 80 mila volumi, per un valore stimato di circa un milione e mezzo di euro, ai quali si aggiungono più di 10 mila DVD, la produzione editoriale realizzata dal Sistema nel corso della sua attività e importanti fondi documentari e fotografici. Tra questi figura la donazione Pignatari, composta da circa 500 volumi antichi, manoscritti e documenti databili tra il XV e il XIX secolo. Negli anni il patrimonio è stato catalogato e inserito nelle reti bibliotecarie regionali e nazionali, insieme a dotazioni tecnologiche e attrezzature acquisite anche grazie a finanziamenti pubblici. La scelta dei sindaci mette dunque al riparo un patrimonio di valore storico e culturale costruito in oltre tre decenni di attività.

Non basta conservare

La messa in sicurezza dei beni rappresenta però una risposta all’emergenza, non una soluzione. Il Sistema bibliotecario vibonese non era soltanto un luogo di conservazione. Garantiva servizi di consultazione e prestito, promuoveva la lettura tra i più giovani, collaborava con scuole e associazioni e aveva costruito nel tempo una rete di relazioni sul territorio. Da questa esperienza sono nate iniziative come il festival “Leggere&Scrivere”, diventato negli anni uno degli appuntamenti culturali più seguiti della Calabria. Con la chiusura del Sistema si è disperso anche un patrimonio fatto di competenze professionali, rapporti istituzionali e capacità progettuale.

Il grande assente

Ed è proprio questo l’aspetto che oggi sembra mancare nel dibattito pubblico. Al di là della gestione dei debiti e delle responsabilità che hanno accompagnato la crisi, non emerge ancora una proposta su cosa dovrà diventare questo patrimonio. Non c’è un percorso condiviso, né un confronto aperto con i soggetti che negli anni hanno contribuito alla vita del Sistema: scuole, operatori culturali, associazioni, amministrazioni. La domanda resta senza risposta: quale strada si intende intraprendere?

L’obiettivo è ricostruire una rete bibliotecaria provinciale, ripensandola su basi nuove, oppure limitarsi alla custodia del materiale esistente?

Per il momento la priorità è stata evitare la dispersione dei libri. Un passaggio necessario. Ma la salvaguardia del patrimonio rappresenta soltanto il primo passo. Senza una visione, senza progettualità e senza il coinvolgimento del territorio, il rischio è che il Sistema bibliotecario vibonese sopravviva solo nei suoi scaffali, perdendo definitivamente la funzione culturale che aveva saputo svolgere per oltre trent’anni.

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