La voce dei vescovi calabresi torna a farsi sentire con nettezza, in un passaggio delicato per la Regione dopo il rinnovo della Giunta e del Consiglio. Riunita al Seminario regionale “San Pio X” di Catanzaro, la Conferenza Episcopale Calabra ha tracciato una sorta di bussola etica per la nuova legislatura, auspicando “rinnovato impegno e determinazione a servizio della nostra Regione e in particolare di coloro che vivono situazioni di maggiore fragilità e bisogno”. Parole che suonano come incoraggiamento, ma anche come richiamo stringente alla responsabilità politica.
Il dramma della guerra
Accanto al pensiero benaugurante rivolto ai neoeletti, i vescovi non hanno taciuto la loro inquietudine per lo scenario internazionale segnato da numerosi conflitti. Una preoccupazione che fa da cornice a tutto il confronto interno dell’assemblea, consapevole che il dramma della guerra incide sulle comunità, sulle economie e sui flussi migratori che toccano da vicino anche la Calabria.
Il protagonismo dei giovani
Durante l’incontro, ampio spazio è stato dedicato al funzionamento del Tribunale ecclesiastico regionale e dell’Istituto teologico “San Francesco da Paola”, realtà strategiche per la formazione e la vita pastorale. Ma il momento forse più significativo è arrivato dall’ascolto delle testimonianze: quella di un gruppo di giovani universitari impegnati in un progetto di riflessione su Giuseppe Dossetti – figura simbolo del cattolicesimo democratico e dell’impegno civile – e quella dei responsabili dell’Agesci Calabria. Ai giovani, i vescovi hanno riconosciuto la volontà di riscoprire un protagonismo politico pulito e consapevole; agli scout, hanno ribadito “incoraggiamento e sostegno” per l’opera educativa che, da decenni, rappresenta uno dei pilastri formativi del territorio.
Le nuove nomine
Sul piano operativo, la Cec ha nominato don Claudio Albanito – dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano – nuovo assistente regionale, e don Antonino Sgrò – dell’Arcidiocesi di Reggio-Bova – assistente regionale degli Scout d’Europa FSE. Scelte che puntano a rafforzare la presenza della Chiesa nei percorsi educativi e associativi.
La politica aiuti chi resta indietro
Infine, lo sguardo si è allargato oltre i confini regionali: i vescovi hanno discusso di come incrementare l’educazione missionaria nelle diocesi calabresi, progettando iniziative comuni verso le missioni estere, ma anche di come esercitare una “maggior cura e attenzione pastorale verso i fratelli migranti”, tema che resta centrale nelle priorità sociali ed ecclesiali della Calabria. Da Catanzaro, dunque, parte un messaggio complessivo che unisce lucidità e speranza: un invito alla politica a non disperdere energie in conflitti sterili e, soprattutto, a mettere al centro chi resta indietro. Una linea chiara che la Conferenza Episcopale Calabra consegna alla nuova classe dirigente, ma anche a tutti i corpi intermedi della Regione.


