118, guardie mediche e Case di comunità: i sindaci del Vibonese fanno fronte comune sulle emergenze sanitarie

Assemblea partecipata a Vibo Valentia: sul tavolo carenza di infermieri e medici, ambulanze ferme, incentivi e il futuro della sanità territoriale

L’emergenza sanitaria che interessa le Serre vibonesi e gran parte del territorio provinciale finisce al centro dell’Assemblea dei sindaci, riunita nell’aula consiliare del Comune di Vibo Valentia e presieduta dal sindaco di Mileto, Salvatore Fortunato Giordano. Un incontro fortemente voluto dagli amministratori locali per fare il punto sulle numerose criticità che continuano a interessare il sistema dell’emergenza-urgenza, le guardie mediche e la rete delle Case di comunità.

Alla riunione hanno preso parte una trentina di sindaci, i vertici dell’Asp e di Azienda Zero, le organizzazioni sindacali, rappresentanti delle associazioni civiche e dei comitati del territorio.

Il nodo del 118 e la carenza di infermieri

Tra i temi più sentiti quello delle difficoltà del servizio di emergenza-urgenza. Il sindaco di Pizzoni, che svolge anche il ruolo di infermiere al Pronto soccorso di Soriano, ha denunciato la grave carenza di personale, spiegando come molti turni restino scoperti perché gli infermieri hanno ormai raggiunto il limite massimo di ore straordinarie consentite dalla legge. Da qui la proposta avanzata all’assemblea: consentire anche agli infermieri di effettuare prestazioni aggiuntive retribuite, così da garantire la copertura dei turni e mantenere operative le autoambulanze. Una richiesta che i sindaci hanno formalizzato chiedendo tempi rapidi per una risposta.

Nel corso del confronto sono state evidenziate anche le difficoltà di alcune ambulanze, in particolare nell’area di Soriano, che rischiano di rimanere ferme proprio per la mancanza di personale disponibile. Il direttore di Azienda Zero, Domenico Minniti, ha ribadito che il sistema del 118 nasce per gestire le emergenze che mettono a rischio la vita e non può sostituire la medicina territoriale, evidenziando però come l’assenza di medici di base spinga inevitabilmente molti cittadini a rivolgersi al servizio di emergenza anche per problematiche non urgenti.

Reclutamento di personale e incentivi per le guardie mediche

Durante l’incontro è stato annunciato l’avvio di procedure accelerate per l’assunzione di nuovi infermieri attraverso colloqui, con l’obiettivo di rafforzare sia il sistema del 118 sia le future Case di comunità. Altro tema affrontato è stato quello delle guardie mediche. Azienda Zero ha illustrato il piano di incentivi economici, quantificati in circa 10 euro l’ora aggiuntivi, per rendere più attrattive le sedi oggi scoperte. Una proposta che ha ricevuto il via libera unanime dei sindaci e il consenso del rappresentante sindacale dei medici di continuità assistenziale, Tonino Barbieri. L’obiettivo è recuperare professionisti disponibili a coprire i turni nelle postazioni rimaste senza personale, soprattutto nei comuni più periferici.

Case di comunità, il progetto guarda al futuro

Spazio anche al futuro della sanità territoriale. Le Case di comunità sono in fase di attivazione e saranno progressivamente potenziate con l’arrivo dei nuovi infermieri previsti dal concorso in corso. Il progetto illustrato ai sindaci prevede, nel tempo, anche il trasferimento delle guardie mediche all’interno di queste strutture, così da garantire una presenza sanitaria più organizzata e capillare. L’ipotesi è quella di concentrare i servizi nelle Case di comunità, mantenendo comunque le guardie mediche nei territori più difficili da raggiungere, dove le distanze rendono indispensabile una presenza diretta.

Al termine dell’assemblea è emersa una linea condivisa: accelerare le assunzioni, autorizzare le prestazioni aggiuntive per gli infermieri del 118 e introdurre gli incentivi per le guardie mediche, nel tentativo di dare risposte concrete a un territorio che continua a fare i conti con una cronica carenza di personale sanitario.

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