Ogni giorno un’ora di paralisi nelle principali arterie cittadine. Decine di autobus in sosta lungo le strade trasformano l’uscita da scuola in un’emergenza viabilità, tra ambulanze ferme e automobilisti esasperati. A Vibo Valentia, tra le 13.30 e le 14.30, va in scena un copione ormai noto. Un’ora di fuoco in cui la città si blocca. Il traffico si paralizza lungo le principali direttrici e percorrere poche centinaia di metri può richiedere anche sessanta minuti.
Decine di autobus sostano per consentire agli studenti di rientrare a casa, ma lo fanno occupando un’intera corsia. Accade da piazza San Leoluca a largo Oratorio Salesiani, fino a viale della Pace. Una teoria di mezzi fermi che intrappola auto, camion e perfino gli stessi pullman.
Sosta selvaggia e assenza di terminal
Qualcuno obietterà che l’uscita dalle scuole crea disagi ovunque. La differenza, però, sta nelle infrastrutture: in molte città esistono terminal bus attrezzati, con pensiline e spazi dedicati che garantiscono sicurezza a studenti e viabilità. A Vibo, invece, la fermata è lungo la carreggiata, senza aree di raccolta adeguate. Il risultato è una strozzatura quotidiana che manda in tilt la circolazione.
Ambulanze ferme nel traffico
Nei giorni scorsi a restare bloccate sono state anche alcune ambulanze. Fortunatamente non trasportavano pazienti, ma l’episodio riaccende l’allarme sicurezza. Se a bordo ci fossero state persone in condizioni critiche, anche un solo minuto avrebbe potuto fare la differenza. A peggiorare il quadro, la segnalata assenza della Polizia locale nel presidiare uno snodo così delicato: vani, secondo quanto riferito da diversi automobilisti, i tentativi di contattare gli uffici competenti durante l’orario critico.
Vibo non è il set di un film e non ci sono gladiatori a risolvere la scena. Ci sono cittadini esasperati che ogni giorno affrontano una prova di resistenza. Quella che dovrebbe essere una normale uscita scolastica si trasforma in un’emergenza annunciata. E la domanda resta sospesa: serve attendere l’incidente o l’emergenza vera prima di intervenire?


