Meridionale Petroli e il sit-in di Vibo Marina: la delocalizzazione una priorità. Ma il piano di emergenza taglia le gambe a cittadini e operatori (foto)

Partecipazione contenuta e responsabile ma il messaggio è stato chiaro: la comunità torna a chiedere il trasferimento dei depositi costieri e l'attenzione delle istituzioni sui disagi legati al piano di emergenza esterno

Una manifestazione pacifica, caratterizzata da toni responsabili e da un confronto civile tra cittadini, operatori economici e istituzioni. È questo il quadro emerso dal sit-in organizzato ieri pomeriggio dal Comitato “No Depositi” davanti ai cancelli della Meridionale Petroli, all’ingresso di via Amerigo Vespucci. L’iniziativa è nata per ribadire la contrarietà alla prossima chiusura della strada, prevista nell’ambito dell’applicazione del Piano di emergenza esterno dello stabilimento, e per rilanciare la richiesta di delocalizzazione dei depositi costieri dal centro abitato di Vibo Marina.

Una partecipazione inferiore alle attese

La presenza di cittadini è stata inferiore alle aspettative degli organizzatori. Un dato che, secondo diversi partecipanti, potrebbe essere il segnale di una consapevolezza ancora limitata rispetto agli effetti che la chiusura di via Vespucci potrà avere sulla vita quotidiana della frazione marinara, soprattutto durante la stagione estiva. Quando il piano sarà varato per gli operatori della zona saranno solo lacrime e sangue. 

Al sit-in hanno preso parte i dirigenti del comitato “No Depositi”, con l’intervento di una delle promotrici, Adriana Teti. Presente anche il sindaco Enzo Romeo, accompagnato da assessori comunali, alcuni consiglieri comunali sia di maggioranza che di opposizione, rappresentanti del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle.

Molti si aspettavano una manifestazione dai toni più accesi, forti, ma nel corso dell’iniziativa ha prevalso il senso di responsabilità. Sarà solo il tempo a dover dire se questa sarà la strada giusta. Gli interventi si sono concentrati sulle possibili conseguenze dell’applicazione del piano di emergenza e sulla necessità di individuare una soluzione definitiva alla presenza dei depositi costieri.

Il confronto con operatori e commercianti

Numerosi imprenditori e operatori commerciali hanno seguito gli interventi con attenzione, mantenendo un atteggiamento collaborativo e composto. Il timore condiviso riguarda soprattutto i disagi che potrebbero derivare dalla nuova organizzazione della viabilità e dalle limitazioni previste per garantire il rispetto delle misure di sicurezza. La manifestazione si è così trasformata in un’occasione di confronto pubblico sulle prospettive future di Vibo Marina, più che in un momento di protesta fine a sé stesso.

Non tutti, tuttavia, hanno condiviso l’impostazione scelta dagli organizzatori e dagli amministratori presenti. Alcuni rappresentanti di associazioni hanno manifestato delusione per i toni concilianti emersi durante il sit-in, decidendo di lasciare anticipatamente la manifestazione.

Le parole del sindaco Romeo

Nel suo intervento il sindaco Enzo Romeo ha ripercorso il lavoro svolto negli ultimi mesi sul tema della delocalizzazione, sottolineando come il confronto con tutti gli enti coinvolti sia ancora aperto. “Noi dobbiamo continuare a lavorare tutti quanti – Regione, Ministero, Autorità di Sistema Portuale, Comune e azienda – su un percorso che deve essere condiviso”, ha affermato il primo cittadino, evidenziando come negli ultimi incontri la società abbia confermato la disponibilità ad affrontare il tema del trasferimento.

Romeo ha inoltre richiamato l’attenzione sui finanziamenti destinati alla messa in sicurezza delle aree interessate, spiegando che il percorso di delocalizzazione richiede il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali competenti e una programmazione condivisa.

Piano di emergenza, il Comune: “La legge va applicata”

Il sindaco ha chiarito anche la posizione dell’amministrazione rispetto all’imminente applicazione del Piano di emergenza esterno. “Non sono qui per contestare un provvedimento legalmente sostenuto dalla Prefettura, dal Comitato tecnico regionale e dall’Autorità di Sistema Portuale”, ha dichiarato, spiegando che il Comune non può sottrarsi all’applicazione di quanto previsto dalla normativa.

Allo stesso tempo Romeo ha riconosciuto che la situazione che si determinerà nei prossimi mesi rappresenterà un disagio per cittadini e attività economiche, auspicando che proprio questa fase possa contribuire ad accelerare il percorso verso la delocalizzazione dell’impianto.

Una richiesta che unisce la comunità

Al termine della manifestazione è emersa una convinzione condivisa: Vibo Marina non intende più convivere con i depositi costieri e con le limitazioni che la loro presenza comporta sul piano urbanistico, economico e della sicurezza. Il sit-in si è concluso senza tensioni, ma con una richiesta precisa rivolta alle istituzioni e agli enti coinvolti: trasformare gli impegni assunti in un percorso concreto che conduca, entro tempi certi, al trasferimento della Meridionale Petroli e alla restituzione di una piena prospettiva di sviluppo alla frazione marinara.

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