Fugge dall’incubo: la ragazza violentata dal branco lascia il paese degli orrori

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Era stata violentata per due anni dal branco di cui facevano parte anche alcuni giovani imparentati con famiglie di ‘ndrangheta, che sono stati arrestati e recentemente condannati.

Ma dopo quegli arresti lei e la sua famiglia sono state isolate dalla gente di Seminara, dove vivono. Così adesso la ragazza e i suoi familiari, racconta il sito del Corriere della Sera, hanno lasciato il paese e grazie ad un alloggio messo a disposizione dalla Regione Calabria sono andati a vivere in un altro luogo. Il presidente Roberto Occhiuto ha messo a disposizione un alloggio dell’Aterp.

Ma dopo quegli arresti lei e la sua famiglia sono state isolate dalla gente di Seminara, dove vivono. Così adesso la ragazza e i suoi familiari, racconta il sito del Corriere della Sera, hanno lasciato il paese e grazie ad un alloggio messo a disposizione dalla Regione Calabria sono andati a vivere in un altro luogo. Il presidente Roberto Occhiuto ha messo a disposizione un alloggio dell’Aterp.

“Le istituzioni sono al fianco di questa famiglia – ha detto – La famiglia di Gabriella non è sola, ha vicino tante persone perbene che credono nella giustizia e in una Calabria diversa”. Nei giorni scorsi, dopo un incontro in Prefettura, i carabinieri hanno notificato alla ragazza il provvedimento “straordinario e urgente” nel quale si afferma che “data la sua situazione di estrema precarietà e disagio sociale è emersa la necessità di reperire un alloggio da destinare per evitare ulteriori problematiche sociali, familiari e ambientali, nonché per garantirle i bisogni primari”. 

La ragazza, già da qualche tempo aveva deciso di non vivere più a Seminara dopo le minacce e i danneggiamenti subiti dai suoi genitori. La madre della ragazza si era rivolta alla prefetta di Reggio Calabria spinta dalle “minacce subite in questi anni dai genitori da parte dei parenti dei condannati”. La Prefettura, in assenza di una normativa che disciplini casi simili, aveva interessato Libera, quindi l’intervento della Regione. (ansa)

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