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“Al servizio della legalità, ma senza protezione”: il grido d’allarme della polizia locale

Il Sulpl denuncia l’ennesima occasione persa nel decreto sicurezza. Stillitano: pretendiamo dignità, non elemosina

“Lo Stato ci chiede di essere una forza di polizia a tutti gli effetti, ma continua a ignorare i nostri diritti”. È un grido che arriva forte e chiaro dalla segreteria territoriale del Sulpl – Sindacato unitario lavoratori polizia locale – di Vibo Valentia, che ha affidato alla stampa un comunicato dal tono deciso, ma carico di amarezza.

Il recente decreto sicurezza, secondo quanto denuncia il sindacato, rappresenta l’ennesima occasione mancata per includere anche la polizia locale nel novero delle forze tutelate dallo Stato. “Pretendiamo che in sede di conversione del decreto – afferma Raffaele Stillitano, segretario territoriale – venga inserita anche la Polizia Locale tra gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria che potranno usufruire delle tutele legali previste per le forze di polizia nazionale”.

Una richiesta semplice, legittima, che nasce dall’esperienza quotidiana di centinaia di agenti che, pur operando in contesti complessi e pericolosi, spesso sono lasciati soli, senza gli strumenti legali e normativi adeguati per affrontare il proprio ruolo.

“Non chiediamo privilegi – precisa Stillitano – chiediamo ciò che ci spetta: tutele, dignità, riconoscimento del nostro ruolo. In questo Paese, troppo spesso, alla polizia locale viene chiesto di fare tutto, ma senza il necessario supporto normativo. È una contraddizione che non possiamo più accettare”.

Il riferimento è anche alla riforma della Polizia Locale, attesa da anni e ancora ferma. Un percorso legislativo impantanato da mesi, che, secondo il Sulpl, va sbloccato immediatamente. “Si taglino i tempi – è l’appello – perché la riforma è necessaria e non più rinviabile. Non si può continuare a trattare la polizia locale come una forza di serie B”.

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