L’aula del Tribunale di Catanzaro si svuota lentamente, ma nell’aria resta una domanda sospesa: chi vuole davvero arrivare fino in fondo all’inchiesta Grecale? L’udienza preliminare del procedimento che vede 27 membri dell’Università Magna Graecia indagati per presunti illeciti nella gestione dei due stabulari è stata rinviata al 17 dicembre. Una pausa tecnica, certo, ma che dilata un’attesa carica di tensione. In quella data il gup dovrà affrontare tutte le questioni preliminari, valutare le richieste di costituzione di parte civile e ascoltare la requisitoria del pm Saverio Sapia: il primo spartiacque di un caso che promette di lasciare segni profondi.
La strategia delle difese
La strategia delle difese
Tra i personaggi più attesi c’è il cardiologo Ciro Indolfi. La sua audizione resta in bilico: il legale, Massimo Scuteri, ha lasciato intendere che l’imputato potrebbe chiedere di essere interrogato. Un dettaglio non irrilevante, perché indica che parte della difesa potrebbe voler giocare d’anticipo, tentando di contribuire a fare chiarezza fino in fondo. La sorpresa, però, arriva dalle parti civili. Ben 22 associazioni, tra cui Lndc, Lav, Enpa e il Partito Animalista Italiano, hanno depositato la loro richiesta per essere ammesse. Un fronte ampio, compatto, determinato a far valere la tutela degli animali e la correttezza delle procedure scientifiche.
Università e ministero restano fuori
Ma sul registro mancano due firme pesanti: l’Università Magna Graecia e il Ministero della Salute. Entrambi risultano parti offese, eppure hanno deciso di non costituirsi parte civile. Una scelta che pesa, e che apre un interrogativo scomodo: se ministero e ateneo non ritengono di doversi costituire parte civile, significa forse che non credono davvero nella responsabilità dei loro stessi dipendenti? Una delle associazioni ha già annunciato che, se ammessa, chiederà la citazione come responsabili civili proprio degli enti assenti: Università, Ministero della Salute e Miur. Una mossa che rischia di rimettere al centro proprio chi, per ora, sembra voler restare ai margini.
Il cuore dell’inchiesta
Nel merito, l’inchiesta ipotizza maltrattamenti sugli animali da laboratorio: soppressioni irregolari, ambienti non conformi, condizioni incompatibili con protocolli scientifici e normative etiche. Oltre alla questione etica, c’è un punto tecnico: procedure scorrette potrebbero aver compromesso anche la validità delle sperimentazioni, con possibili conseguenze accademiche, scientifiche e sanitarie.
Rito abbreviato o rinvio a giudizio
Il 17 dicembre sarà anche il momento della verità per gli imputati: si saprà chi opterà per il rito abbreviato e chi invece affronterà la decisione del gup sul rinvio a giudizio. Due strade diverse, due strategie difensive opposte, un unico scenario: quello di un processo che sta mettendo in discussione non solo la gestione degli stabulari, ma l’intero ecosistema accademico attorno alla sperimentazione animale. L’inchiesta Grecale non è solo un procedimento penale: è un test di credibilità per la comunità scientifica calabrese e per le istituzioni che la governano.


