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Sanità, quanto è lontano un decreto “Salva Vibo”? Alì di Vibonesità apre un nuovo tavolo di confronto

Convocato un incontro per presentare una serie di proposte e chiamare cittadini, istituzioni e professionisti a un’azione comune

La sanità vibonese continua a essere al centro di una crisi ormai strutturale, figlia di oltre vent’anni di criticità irrisolte, commissariamenti ripetuti e una gestione della spesa definita “certificata e incontrollata”. A denunciarlo, con toni ancora più decisi, è il movimento “Ali di Vibonesità”, che annuncia per mercoledì un nuovo tavolo di lavoro dedicato alla situazione dell’Asp di Vibo Valentia e all’ipotesi di un possibile decreto “Salva Vibo”.

Secondo l’associazione, la situazione del territorio sarebbe il risultato di un “malcostume” mai realmente affrontato e di continui tentativi di rassicurazione politica che non avrebbero prodotto alcun cambio di rotta. Nel mirino finisce il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, descritto come in evidente difficoltà dopo le forti proteste della popolazione vibonese, che continua a contestare le sue “non scelte” e a chiedere risposte sui più recenti “schiaffi sonori” ricevuti in materia sanitaria.

La sfiducia dei cittadini, alimentata da anni di aspettative disattese e diritti calpestati, spinge “Ali di Vibonesità” a invocare una mobilitazione più ampia: associazioni, sindacati e tutte le realtà che vivono quotidianamente il sistema sanitario vengono chiamate a unirsi in un momento di riflessione e condivisione, indispensabile – sostiene il movimento – per individuare un percorso di uscita dai modelli ormai superati.

Incontro per una proposta risolutiva

La data fissata è mercoledì 10 dicembre, alle 16:30, nell’Aula Magna del Convitto Nazionale “G. Filangieri”. Qui, “Ali di Vibonesità”, insieme a diverse associazioni del territorio, presenterà un documento definito “ricco di soluzioni” e mirato al recupero dell’identità sanitaria provinciale. L’evento sarà coordinato dal rettore del Convitto, Alberto Capria, e vedrà gli interventi di Giusi Borello, Enzo Romeo, Salvatore Fortunato Giordano, Vito Pitaro, Enzo Natale, Pino Brosio e Pino Conocchiella. Le conclusioni saranno affidate al commissario dell’Asp, Gianfranco Tomao. Si tratta, sottolinea il movimento, dei protagonisti delle “più concrete sfide del territorio”: istituzioni comunali, Conferenza dei Sindaci, Regione Calabria, Ordine dei Medici e mondo dell’associazionismo.

I numeri che riaprono la polemica

Il dibattito si riaccende anche alla luce dei dati richiamati durante l’iniziativa del prefetto Anna Aurora Colosimo. I numeri presentati dal sub commissario Ernesto Esposito – afferma “Ali di Vibonesità– sarebbero stati smentiti dal Dca 181/2025 e dai dati Istat 2023, che mostrerebbero per Vibo Valentia la “quota pro-capite pesata più bassa della Calabria”, con un gap di 141 euro per abitante e un sottofinanziamento del 60% rispetto al fabbisogno reale. Una penalizzazione che, secondo Soccorso Capomolla, direttore del Don Mottola Medical Center di Drapia e voce particolarmente attiva nella difesa del diritto alla salute, sarebbe “strutturale, non politica”.

Capomolla, intervenendo su “Noi di Calabria”, invita la Regione a prendere atto della “evidenza dei fatti” e chiama i cittadini a “non mollare” nella ricerca della verità, convinto che questa finirà per individuare i veri responsabili dell’attuale situazione sanitaria vibonese.

Verso un “Salva Vibo”?

La domanda resta aperta: è possibile un decreto straordinario che riequilibri finalmente la posizione di Vibo Valentia nel sistema sanitario calabrese? “Ali di Vibonesità” ne è convinta e rilancia con forza la necessità di un intervento che restituisca fiducia, dignità e una sanità “a misura d’uomo”. La risposta, ora, è nelle mani delle istituzioni e nella capacità dei cittadini di mantenere alta l’attenzione su un tema che da troppo tempo divide, preoccupa e penalizza l’intero territorio.

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