Sotto traccia, ma non troppo, a Vibo Valentia è già iniziata la partita per la futura guida della Provincia. Ed è una partita che, al netto delle scadenze immediate, ha un protagonista quasi naturale: Enzo Romeo, attuale sindaco del capoluogo, che non ha mai nascosto l’interesse – neanche questa volta – a chiudere il suo percorso politico riprendendo in mano proprio quell’ente intermedio che, agli albori della sua storia, ebbe il privilegio di presiedere. Il recente ritorno pubblico di Romeo, con una replica durissima ai sindaci delle Serre intenzionati a migrare sotto la provincia di Catanzaro, è apparso a molti come il segnale di una rinnovata centralità. Un messaggio politico chiaro, dettato da una miscela di amor proprio e calcolo strategico: il territorio non si tocca, e chi lo guida intende ribadirlo.
La costruzione del nuovo Consiglio
La prima tappa si chiama 12 dicembre: il giorno del voto per il rinnovo del Consiglio provinciale. Una consultazione di secondo livello, spesso considerata poco attraente, ma questa volta decisiva per misurare i rapporti di forza dentro un centrosinistra uscito ammaccato dalle ultime regionali. Romeo punta a ritagliarsi uno spazio più ampio, chiedendo che nel futuro Consiglio sieda anche una rappresentanza della sua lista civica, “Progetto Vibo”. Un tassello che potrebbe rivelarsi strategico, soprattutto se il centrodestra dovesse continuare a sfilarsi dalla competizione.
Il centrodestra arretra
L’assenza di una destra compatta lascia un’autostrada al Partito democratico e agli alleati, che rischiano così di trovarsi a giocare una partita quasi solo contro sé stessi. Ma lo scenario non è poi così semplice. Perché nel frattempo a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale, è approdato un nome che potrebbe ostacolare il cammino della sinistra vibonese: Vito Pitaro, uno dei politici più abili a intercettare consenso nell’intera provincia. Il suo ritorno in campo rimescola le carte: un centrodestra litigioso offre spazio al campo progressista, ma un centrodestra trainato da Pitaro potrebbe invece trasformare l’operazione in una salita ripida.
La sfida per la presidenza
Oltre il 12 dicembre, però, c’è lo scenario vero: entro un anno terminerà il mandato del presidente Corrado L’Andolina. È a quel punto che si accenderanno le luci della competizione. E Romeo, che più di altri conosce ingranaggi e simboli della Provincia potrebbe rimettere nel mirino proprio quella poltrona. L’idea circola da tempo, e non solo nei corridoi di Palazzo Luigi Razza. Per Romeo, sarebbe una chiusura del cerchio, il ritorno al luogo dove tutto cominciò. Ma paradossalmente, gli ostacoli più insidiosi potrebbero arrivare dalla sua stessa parte politica: un Partito democratico ancora scosso dal post-regionali.
Ambizioni e incognite politiche
Il futuro della Provincia di Vibo resta dunque un mosaico di incognite, ambizioni personali e fragilità politiche. La contesa, ufficialmente, non è ancora iniziata. Ma le scommesse sono già aperte. Come sempre, sarà il tempo – e soprattutto il gioco delle alleanze – a dirci se Enzo Romeo potrà davvero tentare di riprendersi il ruolo che un tempo fu suo.


