Il 2026 dei Parchi marini, dalla tutela dei fondali a una nuova fruizione del mare

Tra le direttrici dell'Ente regionale più vigilanza ed educazione ambientale nelle scuole

Pianificazione integrata dei Parchi, fruizione ordinata e responsabile del mare, rafforzamento della vigilanza, segnaletica strutturata, educazione ambientale nelle scuole, restauro degli habitat e connessione stabile tra costa ed entroterra. Sono queste le direttrici lungo cui l’Ente parchi marini regionali della Calabria intende procedere nel 2026, dopo un 2025 che ha segnato il definitivo passaggio dalla gestione straordinaria a una nuova stagione. 

Pianificazione integrata dei Parchi, fruizione ordinata e responsabile del mare, rafforzamento della vigilanza, segnaletica strutturata, educazione ambientale nelle scuole, restauro degli habitat e connessione stabile tra costa ed entroterra. Sono queste le direttrici lungo cui l’Ente parchi marini regionali della Calabria intende procedere nel 2026, dopo un 2025 che ha segnato il definitivo passaggio dalla gestione straordinaria a una nuova stagione. 

“Un cambio di passo – si legge in una nota dove viene tracciato un bilancio dell’anno appena trascorso – che ha trasformato i Parchi da perimetri amministrativi a infrastruttura viva di sviluppo, tutela e responsabilità collettiva”. “Nel corso dell’ultimo anno l’Ente – spiega il direttore generale Raffaele Greco – ha consolidato la propria autonomia operativa e progettuale, superando definitivamente la fase commissariale.

La ripresa piena delle funzioni ha permesso di moltiplicare atti, progetti e azioni sul territorio, restituendo continuità amministrativa e capacità decisionale. È in questo quadro che si inseriscono interventi come la delimitazione dei parchi, l’avvio di una comunicazione sistemica, la realizzazione di pannelli informativi e la costruzione di una presenza territoriale diffusa”. 

Campi di ormeggio ecocompatibili

“Uno dei passaggi più significativi del 2025 è stato l’avvio dei campi di ormeggio ecocompatibili, finanziati con risorse Pnrr-Mer, che hanno segnato una svolta storica nella gestione delle aree marine protette. Per la prima volta la Calabria – ricorda Greco – si è dotata di infrastrutture in grado di contrastare l’ancoraggio selvaggio, ridurre la pressione sulla Posidonia oceanica e garantire una fruizione ordinata e sicura del mare. Non un semplice intervento tecnico, ma l’introduzione di un modello di gestione condivisa che responsabilizza i Comuni, coinvolge le comunità locali e trasforma la tutela in servizio pubblico”.

Tra le varie iniziative del 2025 l’Ente ha avviato un percorso strutturato con la Casa circondariale minorile di Catanzaro, inserendo giovani detenuti in attività formative e simboliche legate alla tutela del mare, alla cura degli spazi, alla consapevolezza ambientale. Rafforzato, inoltre, il percorso verso la Carta europea del turismo sostenibile, con l’approvazione del Piano di azione e il coinvolgimento diretto di enti locali, associazioni, operatori e istituzioni. “Un lavoro – aggiunge Greco – che ha rafforzato l’idea di turismo sostenibile non come alternativa marginale, ma come infrastruttura strategica capace di attrarre qualità, continuità e responsabilità. In questa cornice si inseriscono esperienze simboliche come il primo itinerario subacqueo per persone con disabilità nel Parco della Secca ad Amendolara, il recupero di siti degradati come Capo Bruzzano e la restituzione alla fruizione di luoghi identitari come l’Isola di Dino”.

“L’azione dell’Ente – ricorda Greco – si è sviluppata in piena coerenza con gli indirizzi della Regione Calabria e del presidente Roberto Occhiuto, trovando negli assessorati all’Ambiente e al Turismo, guidati rispettivamente da Antonio Montuoro e Giovanni Calabrese, interlocutori strategici e alleati naturali”. 

Nuova fase

“Il lavoro svolto nel 2025 ha posto le basi per una nuova fase: quella della pianificazione integrata dei Parchi, della vigilanza, della segnaletica strutturata, dell’educazione ambientale nelle scuole e del restauro degli habitat. I Parchi marini – conclude Greco – non sono più confini da difendere, ma spazi da governare. Il 2025 ci ha consegnato una certezza: la tutela funziona solo se diventa progetto condiviso. È questa la rotta che abbiamo tracciato. Ed è da qui che la Calabria può ripartire”. (Ansa)

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