Trattori, sicurezza ancora ferma: Federacma rilancia l’allarme dopo l’ennesima vittima in Calabria

Cinque morti nel 2025 per ribaltamenti di mezzi agricoli. La Federazione torna a chiedere l’attuazione della revisione obbligatoria prevista dalla legge del 2015 ma mai entrata in vigore

La tragedia avvenuta a Mormanno, nel Cosentino, dove un agricoltore di 67 anni ha perso la vita dopo il ribaltamento del trattore, riaccende i riflettori su una emergenza che in Calabria continua a ripetersi con inquietante regolarità: la sicurezza nei campi.

Un bilancio che continua a crescere

Un bilancio che continua a crescere

Con l’incidente di Mormanno, avvenuto nella serata del  30  dicembre, salgono a cinque le vittime registrate nel solo 2025 in Calabria a causa del ribaltamento dei trattori. Un elenco drammatico che comprende il 56enne morto il 30 giugno nel Catanzarese, il 63enne deceduto il 24 luglio a Platì, e i due uomini di 78 e 25 anni rimasti uccisi il 17 novembre a Casabona, nel Crotonese, nello stesso incidente.

Federacma: non è fatalità

A intervenire è Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, che esprime cordoglio per le vittime ma soprattutto rilancia una denuncia ormai reiterata.
“Il 2025 si chiude con l’ennesima tragedia nei campi – afferma il presidente Andrea Borio –. Cambia la dinamica, ma lo scenario è sempre identico: mezzi agricoli vecchi, instabili, spesso privi di protezioni e mai sottoposti a controlli. Anche un normale rientro a casa può trasformarsi in un incubo”.

Una legge che resta sulla carta

Al centro dell’appello di Federacma c’è l’obbligo di revisione dei mezzi agricoli, introdotto da una legge del 2015 ma mai reso operativo. Un vuoto normativo che, secondo la Federazione, continua a tradursi in morti evitabili.
“Ogni morte nei campi è un fallimento collettivo – conclude Borio –. Le norme esistono, ma restano inapplicate. La revisione dei trattori non può essere un atto formale rinviato all’infinito: deve diventare realtà, se si vuole davvero fermare questa scia di sangue e impedire che anche il 2026 inizi nello stesso silenzio”.

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