Sicurezza Urbana

La sicurezza urbana è presentata come il risultato di una corretta progettazione del territorio, fondata sui principi CPTED, che integrano urbanistica, tecnologia e partecipazione dei cittadini.

SICUREZZA E TERRITORIO

La sicurezza urbana si riferisce a tutte le misure e le strategie per garantire un ambiente sicuro all’interno delle città o dei contesti urbani, con un approccio integrato che unisce urbanistica, prevenzione, tecnologia e partecipazione sociale. A questo proposito, ci viene consigliato un sistema europeo, il CPTED (Rigenerazione e sicurezza urbana), da adottare attraverso un Ufficio di Piano inter-comunale e una programmazione partecipata con i cittadini.

La sicurezza urbana si riferisce a tutte le misure e le strategie per garantire un ambiente sicuro all’interno delle città o dei contesti urbani, con un approccio integrato che unisce urbanistica, prevenzione, tecnologia e partecipazione sociale. A questo proposito, ci viene consigliato un sistema europeo, il CPTED (Rigenerazione e sicurezza urbana), da adottare attraverso un Ufficio di Piano inter-comunale e una programmazione partecipata con i cittadini.
L’urbanistica fino ad ora è stata esclusa dalla sicurezza poiché i principali aspetti sono sempre stati l’ordine pubblico e sanitario, il controllo e gestione delle minacce, l’economia.
Oggi però occorre esplicitare che la sicurezza urbana non riguarda solo la protezione contro la criminalità, ma anche la presenza di una comunità coesa e resiliente in grado di affrontare diverse minacce.

LANDMARK NEGATIVI, SICURI MA NON LIBERI

Le mafie modificano il Paesaggio, disseminando punti ed elementi paesaggistici, che sono la spia della loro presenza, come gli altarini dei morti lungo le strade, assolutamente vietati dal codice della strada, i marciapiedi pubblici occupati dalle aziende commerciali, i beni comuni presi al sevizio individuale, ossia rapinati, ecc. Tali segnali, chiamati in gergo Landamark negativi, devono essere segnalati e sostituiti con Landarmark positivi, con cartelli comunali soprattutto elettronici.
Questa condizione ambivalente, fra governo amministrativo del territorio e governo pseudo-maioso, fa sì che i nostri giovani non si sentono liberi e non hanno la certezza che le loro competenze siano prese realmente in considerazione. Così facendo i giovani si sentono esclusivamente utilizzati per la convenienza altrui, ovvero la raccomandazione, quindi emigrano dove le loro capacità vengono impiegate e ripagate in modo giusto, il Nord. D’Italia ed Europeo.

L’URBANISTICA E LA SICUREZZA DEL TERRITORIO

La questioni principale del principio UE CPTED (Rigenerazione e sicurezza urbana) è che la progettazione della sicurezza del territorio oggi non riguarda solo il controllo o la repressione, ma un approccio integrato che unisce urbanistica, prevenzione, tecnologia e partecipazione sociale.
Progettazione degli spazi, che debbano avere una visibilità naturale (illuminazione, spazi aperti), un controllo informale (strade vissute, negozi, funzioni miste), ciò è chiamato “Principio del Guardiano capace” (vecchietta sui gradini di casa) per effettuare un controllo attivo e passivo.
Mix funzionale dei quartieri senza mono funzioni, ma con Residenze frammezzate ai servizi e al commercio e alla piccola produzione.
Spazi pubblici di qualità, con Parchi curati e piazze accessibili (principio 15 min – 30) attraverso la Mobilità pedonale e ciclabile, ma soprattutto con la Chiarezza dell’uso degli spazi (pubblico / privato) con una seria Manutenzione e decoro urbano.
Sicurezza urbana e coesione sociale, crescono dove c’è una comunità chiamata ad una Progettazione partecipata fatta sia di assemblee onsite che online. Progettazione che oggi deve soprattutto affrontare il tema della Rigenerazione delle periferie, non solo come rifacimento ed abbellimento delle strade e piazze, ma soprattutto ridare ad ogni quartiere un senso logico di nuovo sviluppo.

Questi principi oggi sono molto facilitati ad essere perseguiti poiché le Innovazioni tecnologiche (Smart & Safe City) ci aiutano sensibilmente, essi sono:
Smart lighting, adattare l’Illuminazione urbana per la riduzione delle zone d’ombra ed utilizzare i nuovissimi Micro satelliti, che piccoli come una mano, e soprattutto economici, sono in grado di controllare tutto il territorio, non solo per la criminalità, ma anche per gli incendi, la mobilità urbana, la prevenzione delle emergenze come gli smontamenti dei terreni.
Sensoristica urbana, attraverso la quale effettuare il Monitoraggio del traffico, del rumore, dell’affollamento
GIS e Digital Twin, attraverso il GIS, prima analizzato, si effettuano analisi di rischio e simulazioni di scenari urbani. Attraverso questo sistema oggi Milano sa quali strade sono più attaccate dalla criminalità diffusa e quindi concentrare lì la sorveglianza.
App e piattaforme civiche, le segnalazioni dei cittadini sono considerate dalla UE strategiche, sia per una comunicazione rapida in emergenza e sia per la percezione dei cittadini di essere al sicuro.
Sicurezza e resilienza territoriale, Non solo criminalità occorre controllare ma anche il rischio idrogeologico, il cambiamento climatico, le emergenze sanitarie e gli eventi estremi.
Governance e pianificazione integrata, per l’UE La sicurezza territoriale quindi richiede la collaborazione tra urbanisti, sociologi, ingegneri, forze dell’ordine, e pertanto uffici moderni e integrati per come espresso in precedenza.
Tendenza futura, le prossime relazioni saranno di passare dalla attuale “sicurezza difensiva” alla “sicurezza generativa”, ovvero a Città che producono benessere, con spazi che riducono il rischio prima che nasca, attraverso sia la tecnologia, sia più umanità dei cittadini che riconoscano un serio progetto urbano adatto ai loro bisogni.

L’UFFICIO DI PIANO

Attraverso la progettazione di un nuovo piano urbanistico, il risultato atteso non sarà più la facoltà di far costruire qualche casetta in più e quindi consumare suolo (Zoning), ma, invece, di dare un forte contributo allo sviluppo del territorio in una città più sicura perché meglio progettata, meglio vissuta e soprattutto inclusiva.
Ciò si ottiene attraverso un processo che prevede sia piani urbanistici generali e sia piani attuativi di dettaglio, per i quali serve un Ufficio del Piano. In definitiva, occorre chiarire che non si tratta di un normale Piano Urbanistico, ma di una pianificazione globale e continua, che è possibile fare esclusivamente attraverso un ufficio ben organizzato del piano, dove quelle varie competenze, prima richiamate, vengono ad essere conformate in un ruolo attivo. I comuni più piccoli non riusciranno mai ad organizzare un tale servizio dal costo di circa 100.000,00 € annui, ma l’ufficio è essenziale per essere al passo delle città del centro Nord, che di questo organismo ne hanno fatto un servizio di valore, atto a capire strategicamente quali opere pubbliche produrre e non essere i ricettori inconsapevoli dei finanziamenti, che poi finiscono a produrre le famose opere incompiute.

LA PROGRAMMAZIONE PARTECIPATA

Questa tipologia di Piani urbanistici, oltre alle analisi urbanistiche classiche, si basano soprattutto su alcune strategie:
– una programmazione partecipata, che attraverso i bandi di interesse specifici, individuano i consumi di suolo estremamente necessari e non rinviabili, per nuovi sviluppi e così facendo si avvantaggiano gli imprenditori e non i proprietari di terreno.
– Tecnologia di conoscenza e controllo del territorio G.I.S. dove ogni punto dell’edificio o anche di un albero è riconosciuto digitalmente attraverso una scheda.

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