Sanità calabrese, l’appello di Cosimo Limardo al Quirinale: così non si può vivere

Il presidente dell’associazione “Don Gnocchi – Voglia di Vivere” scrive al Capo dello Stato per denunciare il collasso degli ospedali calabresi e le liste d’attesa interminabili. Dal Quirinale la risposta: segnalazione inoltrata alla Regione e al Dipartimento Salute
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Un grido d’allarme sulla drammatica condizione della sanità calabrese arriva fino al Quirinale. A lanciarlo è Cosimo Limardo, residente a San Calogero, presidente dell’associazione “Don Gnocchi – Voglia di Vivere” e segretario nazionale del partito Unione Nazionale Italiana per il dipartimento diversamente abili, che ha scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo un incontro per rappresentare le sofferenze dei cittadini calabresi. 

Situazione insostenibile

Nella sua lettera, Limardo si rivolge al Capo dello Stato definendolo “padre di tutti noi italiani” e denuncia una situazione sanitaria che, in Calabria, definisce “ormai insostenibile”. Racconta di aver già scritto al ministro della Salute, al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e al presidente della Camera Giorgia Meloni, senza ricevere alcuna risposta. “Tanti calabresi combattono per la salute”, scrive, parlando di “pazienti in lunghe liste d’attesa e di malati oncologici costretti a spostarsi fuori regione per potersi curare”. 

Chiusura ospedali

Al centro della denuncia c’è la progressiva chiusura e il depotenziamento degli ospedali. Limardo cita, per la provincia di Vibo Valentia, le strutture di Tropea, Serra San Bruno e Soriano Calabro, spiegando come “un tempo coprissero rispettivamente la fascia costiera e l’area montana, mentre oggi l’intero territorio provinciale grava sul solo ospedale di Vibo Valentia, già segnato da una grave carenza di medici e infermieri”. 

Sanità in provincia di Reggio

La situazione, secondo Limardo, “non è migliore nella provincia di Reggio Calabria”. Gioia Tauro, Locri e Polistena descritti come presidi “quasi chiusi”, mentre “da anni risultano inattivi ospedali come quelli di Oppido Mamertina e Taurianova”. A questo si aggiunge la “progressiva chiusura dei Centri di salute mentale, come il Csm, e le difficoltà delle strutture di Palmi e Cittanova, costringendo i pazienti a spostarsi verso Polistena o Reggio Calabria”. Una crisi che, a suo dire, “riguarda anche molte realtà delle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone. Io non so come si deve fare per non morire”, è la frase che sintetizza il senso di disperazione dell’appello. 

La risposta del Quirinale

Dal Quirinale è arrivata una risposta ufficiale. A Limardo è stato comunicato che non è possibile concedere un’udienza con il presidente della Repubblica a causa degli impegni istituzionali già fissati. Tuttavia, la Presidenza ha trasmesso lo scritto all’attenzione dell’Ufficio di Presidenza della Giunta della Regione Calabria e del Dipartimento Salute e Welfare regionale, affinché siano effettuate le opportune valutazioni.

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