Scorie radioattive bloccano la bonifica. Stop ai cantieri nel Sin di Crotone

Il ritrovamento di materiali Tenorm nella discarica a mare dell’ex Pertusola di Crotone impone una pausa forzata agli interventi avviati a giugno. Mancano in Italia e all’estero impianti idonei allo smaltimento e ora si attende una nuova valutazione tecnico-istituzionale

La bonifica del Sin di Crotone subisce un nuovo e più pesante arresto. L’8 gennaio Eni Rewind ha disposto la sospensione quasi totale dei cantieri dopo il rinvenimento di rifiuti radioattivi Tenorm anche nella discarica a mare dell’ex stabilimento Pertusola-Armeria, in aree dove in precedenza non era stata rilevata alcuna anomalia. Una scoperta che cambia radicalmente il quadro degli interventi avviati appena il 16 giugno scorso. La notizia, riportata stamane dalla Gazzetta del Sud in un articolo firmato da Antonio Morello, mette nero su bianco una situazione che rende impraticabile la prosecuzione delle attività secondo il progetto approvato.

L’area contaminata

I materiali radioattivi sono stati individuati in una porzione della discarica di circa 50 metri quadrati e a una profondità di 1,8 metri. Si tratta di scorie Tenorm, residui tipici di lavorazioni industriali che comportano la concentrazione di radionuclidi naturali. La loro presenza in quell’area è stata definita dalla stessa Eni Rewind «inattesa», perché le campagne di caratterizzazione svolte nel 2014 e nel 2017 avevano individuato rifiuti pericolosi e non pericolosi compatibili con le attività metallurgiche della Pertusola, ma non tracce di radioattività.

Le comunicazioni a Roma e in Prefettura

Il 9 gennaio la società del gruppo Eni ha informato il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e la Prefettura di Crotone di aver già attivato le misure di messa in sicurezza dell’area interessata. I materiali rinvenuti saranno ora sottoposti a specifiche analisi chimico-radiometriche, i cui risultati dovranno chiarire natura e livello della contaminazione. Nel frattempo Eni Rewind ha chiesto la convocazione della Commissione consultiva per la protezione radiometrica, chiamata a definire le misure protettive e correttive per la gestione dei Tenorm non solo nell’ex Pertusola, ma anche nelle altre zone del Sin dove la loro presenza è già accertata, come l’ex Fosfotec e l’area Agricoltura.

Senza impianti, niente scavi

Il nodo più grave resta però l’assenza di impianti, in Italia e all’estero, in grado di trattare e smaltire questo tipo di rifiuti radioattivi. Senza una filiera autorizzata e operativa, qualsiasi movimento di terreno rischia di trasformarsi in un’emergenza ambientale e sanitaria. Per questo l’azienda parla di stop “obbligato” e subordina la ripresa delle attività a una variante progettuale che dovrà essere approvata dalla Conferenza dei servizi ministeriale, dopo le indicazioni degli organismi tecnici.

Cosa continua e cosa si ferma

Al momento gli scavi restano consentiti solo nella cosiddetta “Zona Gessi” e nell’area ex Pertusola Nord, dove il Piano operativo di bonifica – Fase 2 – prevede interventi di messa in sicurezza e non di rimozione massiva. Prosegue anche il conferimento dei rifiuti già estratti: quelli pericolosi, esclusi Tenorm e amianto, vengono inviati in Svezia, mentre i non pericolosi sono smaltiti in altre regioni italiane.

I numeri della bonifica

Fino a oggi dal Sin di Crotone sono state rimosse circa 37 mila tonnellate di materiali, tra scorie pericolose e non. La metà è già stata smaltita, mentre la restante parte è stoccata nel deposito D15, all’interno dell’ex area industriale, in attesa di essere trasferita in discarica. Lo stop imposto dalla radioattività inattesa segna però un punto di svolta: senza una soluzione strutturale per i Tenorm, la bonifica rischia di restare prigioniera di un limbo tecnico e burocratico, con effetti diretti sui tempi di risanamento di uno dei siti più compromessi del Mezzogiorno.

© Riproduzione riservata

Ti potrebbe interessare...

Per “Guardare al Futuro” non si tratta più di scelte isolate, ma di una linea politica precisa di cui la maggioranza deve assumersi la responsabilità
Un danno ingente, stimato in oltre 30 mila euro. L’episodio è emerso nel corso di una normale attività di perlustrazione del territorio
Uomo trovato senza vita in un’auto con lo sportello aperto. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Cosenza affidate ai carabinieri

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Vibo Valentia n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019. Direttore Responsabile: Nicola Lopreiato
Noi di Calabria S.r.L. | P.Iva 03674010792