Le dimissioni di Francesco Colelli da delegato allo Spettacolo non vanno lette per quello che sembrano. Non sono un atto amministrativo, ma il sintomo visibile di una resa dei conti politica che da mesi attraversa il centrosinistra vibonese. Il comunicato serve a coprire, con buone maniere, una frattura che in realtà è ormai aperta. La politica, si sa, è spesso un esercizio di ipocrisia. E quella che oggi viene raccontata come una scelta serena e condivisa nasce invece da uno scontro preciso: il Partito Democratico di Vibo Valentia vuole più potere, più controllo, più peso dentro l’amministrazione guidata da Enzo Romeo. Dopo le elezioni regionali, quando ognuno ha cercato di rafforzare la propria posizione, quel conflitto è esploso e non è mai stato davvero ricomposto.
Non una pedina qualunque
Colelli non è una figura qualsiasi: è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale ed è politicamente legato alla segreteria provinciale del partito. Per questo la sua uscita dalla delega allo Spettacolo è un messaggio politico diretto al sindaco: non è un addio alla cultura, è una presa di distanza dalla linea di governo. La delega allo Spettacolo, in questo contesto, è diventata solo lo strumento con cui si è consumato lo strappo. Il vero nodo è il rapporto di forza dentro la maggioranza.
Altro che gesto neutro
E allora diciamolo senza girarci attorno: ma a chi la volete far bere? Qui non siamo al pub, qui c’è una città che affonda. Vibo Valentia è emarginata, spenta, impoverita. E mentre servirebbero scelte coraggiose, si gioca a spostare pedine per riequilibrare i rapporti interni ai partiti. Una delega non è un assessorato, ma è comunque un atto politico forte. È un segnale di dissenso che di fatto costringe il sindaco ad accelerare il rimpasto che era già nell’aria. Fingere che sia una coincidenza è prendere in giro i cittadini.
La crisi nasce nel Pd
La prima vera sconfitta è del Partito Democratico. Il primo partito della coalizione apre una stagione che ha un solo nome: crisi. Una crisi che non nasce fuori, ma dentro il Pd stesso, e che rischia di paralizzare l’intera amministrazione. Ora più che mai deve emergere la figura del sindaco Enzo Romeo. È stato lui a trascinare il centrosinistra alla vittoria. Non deve ora finire nella rete dei riti della politica: sarebbe la fine. Serve una decisione immediata, netta, che ristabilisca ruoli e responsabilità. Se la coalizione chiuderà presto questa crisi, Romeo potrà continuare il suo percorso. Se invece il conflitto resterà aperto, allora sarà inevitabile trarre le prime, serie conclusioni politiche. Perché dietro queste dimissioni non c’è solo una delega: c’è la tenuta stessa del governo della città.
Comune, Francesco Colelli lascia l’incarico di delegato allo Spettacolo


