L’incendio che a Crans-Montana ha ucciso quaranta persone non è rimasto confinato alle cronache estere. L’origine del rogo – una candela scintillante entrata in contatto con un rivestimento fonoassorbente – ha innescato un effetto domino che ha raggiunto anche l’Italia, e in particolare la Calabria. Qui, mentre proseguono le indagini delle autorità elvetiche, amministratori e tecnici della sicurezza sono chiamati a verificare se le stesse condizioni di rischio possano ripetersi nei locali di pubblico spettacolo. Negli ultimi giorni l’Unione nazionale Comuni e Comunità montane della Calabria ha inviato a sindaci e amministratori una bozza di ordinanza-tipo per vietare l’uso di fiamme libere e articoli pirotecnici all’interno di discoteche, sale eventi e ristoranti. Un atto prudenziale che arriva in un contesto normativo già considerato tra i più avanzati in Europa.
Una normativa già tra le più severe
A ricordarlo è Maurizio Lucia, direttore generale dei Vigili del Fuoco in Calabria con dichiarazioni alla Gazzetta del Sud. “La prima normativa europea sui materiali di rivestimento e di arredo nei locali di pubblico spettacolo è italiana”, spiega. “Oggi è obbligatoria la classificazione e la certificazione di tutti i materiali, con requisiti stringenti sulla reazione al fuoco”. In pratica, pareti, tendaggi, pannelli fonoassorbenti e arredi devono essere omologati per resistere a fiamme libere e scintille. È proprio su questo punto che a Crans-Montana si è consumata la tragedia: un materiale non idoneo, esposto a una fonte di calore, ha trasformato una serata in un inferno.
Controlli sistemici, ma il rischio zero non esiste
In Calabria, assicurano i Vigili del Fuoco, i controlli non mancano. “I locali autorizzati sono in linea generale conformi e sottoposti a verifiche puntuali”, afferma Lucia. “L’attenzione sul piano autorizzativo è elevata”. Il sistema si basa sulla segnalazione certificata di inizio attività, ma questo non significa assenza di ispezioni. Al contrario, i Comandi provinciali effettuano controlli regolari su strutture, capienza, vie di fuga e materiali impiegati. Tuttavia, avverte il direttore regionale, “soprattutto in estate o durante eventi molto affollati possono verificarsi situazioni critiche: iniziative in locali non idonei, eventi non autorizzati o sovraffollamenti anche in strutture regolarmente in regola”.
Più informazioni per gestori e clienti
Per questo, più che un inasprimento delle regole, si guarda a campagne di sensibilizzazione. Prefetture e Vigili del Fuoco stanno valutando iniziative rivolte ai gestori e controlli mirati delle Commissioni di vigilanza. Ma una parte della responsabilità ricade anche sui cittadini. “Verificare dove sono le uscite di sicurezza, segnalare eventuali ostruzioni, avere chiaro il percorso di esodo sono gesti semplici”, sottolinea Lucia. “Sapere da dove scappare in caso di incendio, terremoto o altra emergenza può fare la differenza tra salvarsi e restare intrappolati”.
La lezione che arriva dalle Alpi svizzere è dura e diretta: le norme servono, i controlli anche, ma senza attenzione diffusa e rispetto delle regole ogni locale può trasformarsi, in pochi secondi, in una trappola.


