Vibo Valentia, l’esecutivo sotto pressione. Il caso Pd apre ufficialmente la partita sul rimpasto

La restituzione della delega agli Spettacoli fa esplodere tensioni mai sopite nella maggioranza. Accordo totale sulla Provincia: indicati il capogruppo e presidenti di commissione

Non è più una semplice frizione interna, né una divergenza fisiologica all’interno dell’amministrazione comunale. La discussione sul rimpasto dell’esecutivo al Comune di Vibo Valentia entra ufficialmente nel vivo e assume i contorni di una vera e propria crisi politica. A innescarla è stato il Partito democratico, con un gesto che ha provocato una forte scossa: la restituzione della delega agli Spettacoli da parte del capogruppo consiliare Francesco Colelli. Un atto tutt’altro che simbolico, che ha spalancato le porte a un confronto ormai inevitabile. A Palazzo Luigi Razza l’amministrazione è entrata in fibrillazione. Il Pd ha trasferito all’interno della giunta tutte le sue tensioni irrisolte, trasformando un problema di equilibrio interno in una questione politica generale. E il segnale è stato immediatamente colto dagli alleati.

Una maggioranza in bilico

La richiesta dei dem è chiara: più peso nell’esecutivo. Ma per il resto della coalizione il tema non può essere affrontato come una vertenza di partito. Secondo gli alleati, il Pd è già ampiamente rappresentato negli assetti di governo: il sindaco, il presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, l’assessore Stefano Soriano e l’assessora alla Pubblica istruzione Vania Continanza costituiscono una presenza politica rilevante, difficilmente comprimibile. Ed è proprio qui che si consuma lo strappo. La maggioranza democratica gioca una partita più sottile, segnata da equilibri correntizi che non tornano. In particolare, resta aperta la questione dell’assessorato da assegnare al gruppo consiliare che fa riferimento all’area Alecci: formalmente dentro il Pd, politicamente in una posizione che continua a generare ambiguità e tensioni. All’esterno, il risultato è evidente. L’amministrazione viene percepita come una barca che naviga in acque agitate, esposta a onde che arrivano più dalle stanze dei partiti che dall’opposizione.

L’area progressista detta i tempi

La giornata di confronto segna però anche un punto fermo. La prima riunione ufficiale è stata quella dell’interpartitica dell’area progressista e riformista, con i segretari di Pd, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, +Europa e Casa Riformista. Dal tavolo è emerso un impegno politico preciso: chiudere la crisi al Comune di Vibo Valentia entro una settimana. Ogni forza avrà il tempo necessario per discutere al proprio interno e assumere decisioni, ma il perimetro è stato chiarito senza ambiguità. Nessuno degli alleati del Pd è disposto a subire una crisi finalizzata esclusivamente a regolare i conti tra correnti democratiche. La stabilità dell’amministrazione viene prima delle dinamiche interne a un singolo partito.

Scelte unitarie anche in Provincia

La stessa interpartitica ha assunto decisioni rilevanti anche in vista del prossimo Consiglio provinciale. La scelta è quella di parlare con una sola voce: un unico capogruppo per l’intero schieramento civico e di centrosinistra. Il ruolo sarà affidato ad Antonio Carchedi di Filadelfia, con Maria Trapani di Progetto Vibo come vice. Definiti anche gli assetti delle commissioni: Mariangela Calzone (+Europa) alla presidenza della Prima commissione, con Ilenia Tulino (area civica–M5S) vicepresidente; Vincenzo La Caria (M5S, Vazzano) guiderà la Seconda commissione, affiancato da Sergio Barbuto (Sinistra Italiana, Vibo Valentia). Ma il dato politico più rilevante è la conferma della strategia unitaria. Il progetto progressista e riformista proseguirà e alle prossime elezioni amministrative, nei 14 comuni chiamati al voto, saranno presentate coalizioni unitarie in tutti i territori interessati.

Il Pd tra crisi e agenda politica

La seconda riunione della giornata si è svolta all’interno del Partito democratico, con una direzione che ha allargato lo sguardo oltre la crisi vibonese. Sul tavolo anche l’intimidazione subita il 23 dicembre scorso dal presidente del Consiglio comunale e l’avvio del comitato referendario per il No alla separazione delle carriere, che sarà guidato dall’avvocato Giuseppe Altieri. Segnali di un partito che prova a tenere insieme emergenze locali e battaglie politiche nazionali. Ma a Vibo Valentia il tempo stringe. La crisi è ormai politica, non più rinviabile. E la settimana che sta per iniziare dirà se il centrosinistra saprà governarla o se le onde interne finiranno per travolgere l’intera rotta amministrativa.

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