“La sanità calabrese è sempre più al collasso e il problema non è soltanto la carenza di personale, ma soprattutto l’incapacità organizzativa”. È questa la posizione espressa dal gruppo del Partito Democratico a margine del Consiglio straordinario di ieri, che ha posto al centro del dibattito lo stato del sistema sanitario regionale.
Nessun cambio
Il capogruppo Ernesto Alecci non usa mezzi termini: “Dopo più di quattro anni di governo Occhiuto non si intravede alcun cambio di passo. Sono tantissimi, ogni giorno, i calabresi che si scontrano con una sanità in crisi, che non riesce a dare risposte”. Una situazione che, secondo il Pd, “affonda le radici in oltre sei anni di governo di centrodestra e che continua a manifestarsi come una vera e propria emergenza strutturale”.
Iniziative insufficienti
Le recenti iniziative della maggioranza e del presidente della Regione per il reclutamento di nuovo personale medico, pur rimandando alle valutazioni sull’ammissibilità, non vengono ritenute sufficienti a colmare le criticità del sistema. “Non possono bastare a nascondere ciò che manca davvero – sottolineano i dem – e cioè una migliore e più efficiente organizzazione dell’intera macchina sanitaria”. In Calabria, secondo il gruppo Pd, “la sanità non funziona solo per la mancanza di medici, ma anche e soprattutto per una governance del sistema ritenuta inadeguata”.
Inefficienza
“Negli anni – spiegano i consiglieri democratici – si sono moltiplicati i segnali di inefficienza: dall’acquisto delle strumentazioni alla distribuzione dei farmaci e dei presidi salvavita, dalla gestione dell’emergenza-urgenza alle liste d’attesa, fino ai ritardi nella consegna dei referti per gli esami specialistici. Una crisi che non riguarda più soltanto le aree interne, ma che investe anche le grandi città e le principali aziende ospedaliere”.
Gimbe
A confermare il quadro, secondo il Pd, “sono anche i dati della Fondazione Gimbe, che continuano a certificare il divario crescente tra la sanità calabrese e quella delle regioni del Nord. Aumenta la spesa per la migrazione sanitaria, cresce il numero di cittadini che non riescono a sostenere i costi della sanità privata e rinunciano alle cure, mentre si moltiplicano le proteste sui territori: dalle manifestazioni di Polistena e del Vibonese alle criticità nelle strutture ospedaliere, fino alle emergenze drammatiche come la mancanza di ambulanze o di servizi essenziali”.
Musica che non cambia
Il gruppo Pd richiama infine le parole pronunciate dallo stesso presidente Occhiuto all’indomani della sua elezione e della nomina a commissario ad acta, quando parlava di urgenza, di deficit organizzativo e di una necessaria “nuova musica” per la sanità calabrese. “Sono passati più di quattro anni – conclude il Pd – gli strumenti, i poteri e le risorse non sono mai mancati, ma nell’organizzazione della sanità calabrese non si intravede alcun cambio di passo e quella nuova musica, semplicemente, non si sente”.


