È una presa di posizione dura, senza giri di parole, quella del presidente della Vibonese Calcio, Cammarata, che rompe il silenzio e risponde direttamente al sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, dopo giorni di voci, dichiarazioni e accuse più o meno velate sulla gestione del club rossoblù. Un intervento che ha il tono di chi chiede rispetto e chiarezza, ma soprattutto fatti. Cammarata annuncia un incontro imminente con il sindaco e mette subito un punto fermo: la disponibilità a cedere la società è totale. Nessun attaccamento alla poltrona, nessuna resistenza di principio. Se davvero esiste una “nuova cordata”, come più volte evocato nel dibattito pubblico, il presidente è pronto a consegnare la squadra già domani.
La Vibonese non è ostaggio di nessuno
Nel comunicato, il presidente respinge con decisione l’idea di una proprietà che tenga la Vibonese in ostaggio. Al contrario, rivendica un progetto sportivo chiaro sin dall’inizio, che solo pochi mesi fa aveva restituito alla città una squadra capace di esprimere un calcio brillante e coinvolgente. Le difficoltà arrivate dopo non cancellano, secondo Cammarata, la serietà del lavoro svolto. La linea è netta: i momenti negativi fanno parte del calcio, ma non autorizzano a riscrivere la realtà o a mettere in discussione l’onestà della gestione.
Conti in ordine e impegni rispettati
Il passaggio più politico del comunicato è forse quello sui numeri. Cammarata rivendica con forza un dato che definisce oggettivo: la Vibonese, sotto questa gestione, non ha debiti. Tutti gli impegni economici sono stati rispettati, senza eccezioni. Un messaggio che suona come una risposta diretta a chi, anche in ambito istituzionale, ha lasciato intendere scenari ben diversi. Dal punto di vista amministrativo, organizzativo e gestionale, sottolinea il presidente, questa società sarebbe “prima in classifica”. Un’affermazione che sposta il confronto dal campo delle suggestioni a quello dei fatti verificabili.
Attacchi intollerabili e lezioni respinte
Non manca l’amarezza per il clima che si è creato intorno alla squadra. Cammarata parla apertamente di attacchi personali, giudicati intollerabili, soprattutto quando arrivano da chi – a suo dire – non ha mai messo piede in sede ma non rinuncia a sentenziare. Nessuna ricerca di compromessi, nessuna ambizione politica o personale: il presidente respinge ogni lezione e rivendica il diritto di essere giudicato per ciò che è stato fatto, non per narrazioni costruite altrove.
Un possibile passo indietro
La chiusura è insieme amara e dignitosa. Se il bene della Vibonese richiede un passo indietro, Cammarata è pronto a farlo senza esitazione. Ma l’augurio a chi dovesse subentrare è tutt’altro che formale: più risultati e meno chiacchiere, perché – avverte – con le parole le squadre non si salvano. Un messaggio diretto anche alla politica cittadina. Ora la palla passa al sindaco Romeo e a quella “nuova cordata” evocata più volte. Il resto, come ricorda lo stesso Cammarata, lo deciderà il campo. Nel calcio, si vince e si perde. Ma sui conti e sulla serietà, almeno per ora, il presidente non accetta processi sommari.


