Lamezia, bufera sulle parole di un assessore: “Disabili e persone normali”. La denuncia di Scaramuzzino (Pd)

Durante l’inaugurazione del Palazzetto dello Sport, una dichiarazione ritenuta offensiva riaccende il dibattito su linguaggio istituzionale e diritti delle persone con disabilità

“Inclusione tradita dalle parole”. Questa la presa di posizione di Rosamaria Scaramuzzino, esponente del Partito Democratico, che interviene sull’episodio avvenuto durante l’inaugurazione del nuovo Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme, evento pubblico e istituzionale dedicato allo sport e all’inclusione. 

Espressione grave

Nel corso della cerimonia, un assessore comunale ha affermato che gli sport inclusivi riescono a dare a “soggetti disabili la stessa visibilità di noi persone normali”. Un’espressione che Scaramuzzino definisce “grave, inaccettabile e profondamente lesiva della dignità delle persone con disabilità e delle loro famiglie”, sottolineando come tali parole “non possano essere archiviate come una semplice imprecisione linguistica”. 

Visione sbagliata

Secondo la denuncia, “quelle affermazioni riflettono una visione culturale errata, che divide le persone tra ‘normali’ e ‘non normali’, tra chi concede spazio e chi deve ottenerlo”. Una narrazione che “contraddice apertamente i principi della Costituzione italiana, della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e ogni autentica idea di inclusione”. 

“Le persone con disabilità non hanno bisogno di visibilità concessa – si legge nella nota – sono cittadine e cittadini a pieno titolo”. Ciò che chiedono è rispetto, diritti, servizi adeguati e opportunità reali. L’inclusione non può essere proclamata da un palco né limitarsi a un evento inaugurale, ma deve tradursi in politiche pubbliche concrete, servizi sociali ed educativi adeguati, sostegno alle famiglie e abbattimento delle barriere, in particolare quelle culturali”. 

Linguaggio

Un passaggio importante della denuncia riguarda il linguaggio istituzionale, considerato parte fondamentale del percorso di inclusione. Per il Partito Democratico l’episodio è “gravissimo” e chi amministra una città “ha il dovere di conoscere il peso delle parole che utilizza e di essere all’altezza della responsabilità del ruolo ricoperto. Non si tratta di una questione di politicamente corretto, ma di rispetto, consapevolezza e cultura istituzionale”.

“Lamezia Terme merita istituzioni che parlino e agiscano in modo coerente con i valori dell’inclusione e della dignità della persona”, conclude Scaramuzzino, annunciando che il Partito Democratico continuerà a vigilare affinché “tali principi vengano affermati non solo a parole, ma anche nei fatti”.

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