Alla luce delle dichiarazioni e della presa di posizione ufficiale del presidente uscente della US Vibonese Calcio, il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, è intervenuto per chiarire il proprio ruolo e il significato delle iniziative intraprese negli ultimi giorni attorno al futuro della società rossoblù.
Un patrimonio
“Intendo innanzitutto ribadire che la Vibonese è patrimonio di questa città, e come tale viene considerata dall’amministrazione comunale”, ha affermato il primo cittadino. Una premessa che Romeo lega agli accadimenti degli ultimi mesi e al clima di crescente preoccupazione manifestato da molti tifosi-cittadini, timorosi per un futuro incerto della squadra. “Non potevo e non posso, né voglio, voltarmi dall’altra parte”, ha aggiunto.
Nessuna cordata pronta
Il sindaco ha quindi ricostruito il senso delle sue recenti dichiarazioni pubbliche: “Con le mie dichiarazioni dell’altro ieri ho chiesto alla società di palesare quali fossero, se c’erano, i piani per il futuro, altrimenti avrei fatto in modo di radunare attorno a un tavolo tante persone che vogliono concretamente dare una mano alla Vibonese. Per tutta risposta ho ricevuto delle dimissioni”. Da qui la sensazione, espressa apertamente da Romeo, che “la società, quella che detiene o deteneva il pacchetto di maggioranza, abbia voluto prendere le mie parole come un ‘assist’ per farsi da parte, adducendo un generico ‘non ci sentiamo più accettati’ come motivazione”.
Il primo cittadino ha poi voluto precisare un punto che ritiene decisivo nel dibattito di questi giorni: “Non ho mai parlato di una ‘cordata pronta’. Ho parlato, questo sì, di interlocuzioni con persone disponibili e interessate a lavorare per costruire una cordata”. Una distinzione netta, che Romeo sottolinea come fondamentale: “Nessuna soluzione preconfezionata, ma un lavoro paziente per creare le condizioni di un progetto serio, come la città merita, come questi ragazzi che stanno dimostrando attaccamento alla maglia meritano”.
C’è bisogno di atti concreti
Infine, l’appello alla responsabilità collettiva. “La Vibonese non è una questione che riguarda una sola persona o un solo soggetto”, ha rimarcato il sindaco, chiamando in causa l’intera comunità. “Ognuno oggi ha la responsabilità di contribuire: le istituzioni, la classe imprenditoriale, i professionisti del territorio e, non per ultimo, i tifosi”. Un invito chiaro a passare dalle parole ai fatti: “Se la comunità vuole salvare la propria squadra, questo è il momento di dimostrarlo con atti concreti”.
Romeo conclude ribadendo il valore della Vibonese per la città: “È parte dell’identità di Vibo Valentia, un patrimonio sportivo e sociale che non può essere abbandonato. Come sindaco continuerò a fare la mia parte, ma nessuno può chiamarsi fuori: dobbiamo rispondere tutti insieme, a cominciare dal presentarci domenica al Luigi Razza”.


