Nei corridoi del reparto di Pediatria, ogni gesto assume un valore speciale. Lo sa bene l’Associazione Valentia, che recentemente è entrata nella struttura portando con sé giocattoli, ma soprattutto “la voglia di portare un po’ di respiro a chi, in questi giorni, sta vivendo una battaglia più grande di lui”.
Come spiegano i volontari, “in un reparto così, ogni cosa ha un valore diverso. Un peluche stretto forte, una macchinina scelta con cura, un gioco che per qualche minuto fa dimenticare flebo e corridoi”. Quei gesti semplici diventano un ponte verso la normalità, un’occasione per i bambini di sentirsi ancora bambini: “Abbiamo visto occhi curiosi, sorrisi timidi, mani piccole che afferrano un regalo come se fosse un pezzetto di casa”.
In campo anche il Servizio Civile Universale
L’esperienza ha lasciato un segno anche sui donatori: “Il dono non è l’oggetto: è il tempo che si ferma, è lo sguardo che dice ‘io ci sono’, è la normalità che provi a riportare dentro una stanza d’ospedale”. I volontari del Servizio Civile Universale hanno condiviso con l’Associazione Valentia questo momento, riconoscendo quanto, a volte, chi pensa di donare riceva in cambio qualcosa di ancora più prezioso: emozioni e ricordi che rimangono dentro. Un ringraziamento speciale è stato rivolto al primario, dott. Bragò, e a tutto il personale del reparto di Pediatria, per “l’accoglienza, la disponibilità e per la cura quotidiana che mettete nei bambini e nelle famiglie, con professionalità e umanità”.
Come sottolinea l’Associazione, “il gioco è una cosa seria, è un modo per dire ai bambini che, anche qui, possono ancora essere bambini”. Un messaggio di speranza e leggerezza, che illumina le giornate dei piccoli pazienti e ricorda a tutti quanto la sanità sia fatta anche di attenzione, calore umano e momenti condivisi.


