Tributi locali, Piserà sollecita i commissari del Comune di Tropea: valutare la rottamazione prevista dalla legge di bilancio

La proposta, fondata sulla Rottamazione-quinquies, punta a rafforzare la riscossione, sostenere cittadini e imprese e garantire maggiore equilibrio finanziario nella fase di gestione commissariale

Una proposta concreta, fondata su basi normative solide e orientata all’interesse generale. Antonio Piserà ha formalmente trasmesso una PEC ai commissari straordinari del Comune di Tropea chiedendo di valutare l’adesione dell’ente a una definizione agevolata delle entrate locali, in coerenza con le facoltà riconosciute dalla legge di bilancio 2026, che ha introdotto la Rottamazione-quinquies.

La normativa nazionale consente, per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la regolarizzazione dei debiti fiscali attraverso il pagamento del solo capitale, con stralcio di sanzioni, interessi e aggio. Parallelamente, la stessa Manovra attribuisce agli enti locali la piena autonomia di adottare misure analoghe per i tributi di propria competenza, quali IMU, TARI e altre entrate comunali, previa deliberazione.

Una scelta amministrativa, non un condono

Nell’istanza inviata ai commissari, Piserà sottolinea come l’”adesione alla rottamazione non configuri un condono generalizzato, bensì uno strumento di gestione responsabile del credito pubblico, già sperimentato a livello statale e locale negli ultimi anni. La definizione agevolata – evidenzia Piserà – non premia l’evasione, ma offre una via d’uscita sostenibile a chi, per difficoltà economiche o contingenze straordinarie, si trova in posizione debitoria. Allo stesso tempo consente all’ente di recuperare risorse che, diversamente, rischiano di rimanere inesigibili”.

I benefici per il Comune di Tropea

Secondo quanto evidenziato nella proposta, l’adesione alla rottamazione dei tributi locali produrrebbe “vantaggi immediati e strutturali per l’ente: incremento del tasso di riscossione, trasformando crediti incerti in entrate reali; riduzione dei costi amministrativi legati alle procedure coattive e al contenzioso tributario; maggiore sostenibilità del bilancio comunale, grazie a flussi finanziari certi e programmabili; razionalizzazione del carico di lavoro degli uffici, oggi spesso impegnati nella gestione di posizioni difficilmente recuperabili. In una fase di gestione commissariale, tali elementi assumono un rilievo ancora maggiore, poiché contribuiscono a rafforzare la solidità finanziaria dell’ente e a preparare condizioni più stabili per il ritorno alla piena amministrazione democratica”.

Un’opportunità per cittadini e imprese

La definizione agevolata rappresenterebbe anche un “segnale concreto di attenzione verso il tessuto sociale ed economico della città. Famiglie, lavoratori autonomi e imprese potrebbero regolarizzare le proprie posizioni senza il peso sproporzionato di sanzioni e interessi maturati negli anni, spesso superiori al tributo originario. Consentire la regolarizzazione – osserva Piserà – significa restituire serenità a molti cittadini e operatori economici, rafforzando il patto di fiducia tra istituzioni e comunità locale”.

Un appello alla responsabilità istituzionale

La richiesta è rivolta ai commissari straordinari, chiamati a “rappresentare lo Stato e a garantire legalità, equilibrio finanziario e buon andamento dell’azione amministrativa in una fase delicata per la città. Proprio perché il Comune è guidato da una gestione commissariale – conclude Piserà – l’adesione a uno strumento previsto dalla legge e orientato all’interesse generale può rappresentare un esempio di amministrazione rigorosa ma anche sensibile alle esigenze reali del territorio”. Ora la decisione spetta all’amministrazione straordinaria, che dovrà valutare se cogliere questa opportunità normativa per coniugare rigore contabile, equità fiscale e rilancio della fiducia tra cittadini e istituzioni.

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