Referendum sulla giustizia, Rifondazione Comunista contro l’attacco del governo alla Costituzione

Il partito ha aderito al Comitato per il No al referendum, partecipando all’assemblea che si è svolta nel salone della Cgil di Cosenza

La Federazione Provinciale di Cosenza del Partito della Rifondazione Comunista ha aderito al Comitato per il No al referendum sulla giustizia, partecipando all’assemblea che si è svolta presso il salone della Cgil di Cosenza.

“La nostra adesione – dichiara il segretario provinciale Gianmaria Milicchio – è un atto politico netto contro il continuo e sistematico attacco all’ordinamento costituzionale portato avanti dalle forze di governo. Il referendum sulla giustizia non rappresenta una riforma utile a garantire diritti e uguaglianza, ma si inserisce in una più ampia offensiva che mira a ridimensionare l’autonomia della magistratura e a indebolire uno dei pilastri dell’equilibrio democratico previsto dalla Costituzione”.

“Da tempo assistiamo a una narrazione tossica che individua nella magistratura un ostacolo da rimuovere – prosegue Milicchio – mentre le vere emergenze della giustizia, a partire dalla sua funzione sociale e dall’accesso ai diritti, restano irrisolte. Questo referendum non migliora la giustizia, ma la rende più esposta alle pressioni del potere politico”.

Come Rifondazione Comunista Cosenza “riteniamo necessario costruire una risposta popolare e consapevole a questa deriva. Per questo ci impegniamo a promuovere iniziative pubbliche e momenti di confronto su tutto il territorio provinciale, contribuendo alla costruzione e al rafforzamento dei comitati per il No. Allo stesso modo, continueremo a lottare contro la deriva legislativa pan-penalista e la criminalizzazione dei movimenti sociali, intavolando terreni di confronto costruttivo con magistratura e camere penali, e promuovendo un ragionamento complessivo su come contrastare la criminalizzazione dei migranti e l’abuso della carcerazione preventiva”.

“Difendere la Costituzione – conclude Milicchio – significa opporsi a chi, a colpi di riforme regressive, tenta di svuotarla. Il NO è oggi una scelta di difesa democratica e di conflitto politico”.

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