Nel primo pomeriggio di oggi una sagoma scura ha attirato l’attenzione di cittadini e appassionati: era un sommergibile militare in navigazione in superficie nello Stretto di Messina. Un passaggio raro, capace di interrompere per qualche ora il racconto monotematico sul Ponte e di riportare lo sguardo sul mare e sulla sua funzione strategica.
Un transito non casuale
L’unità avvistata è con ogni probabilità un sommergibile della Marina Militare Italiana, appartenente alla classe U212A “Todaro”, progettata per missioni di sorveglianza, intelligence e protezione delle rotte marittime. Battelli pensati per operare in immersione prolungata e in condizioni di massima discrezione, ma che nello Stretto sono costretti a navigare in superficie per ragioni di sicurezza, viste le correnti complesse e l’intenso traffico navale.
Lo Stretto, molto più di un simbolo
Il passaggio dal Tirreno allo Ionio non è mai neutro. Lo Stretto di Messina è un imbuto strategico tra Mediterraneo occidentale e orientale, snodo fondamentale per i flussi commerciali, energetici e militari. In una fase di crescenti tensioni internazionali, la presenza di unità navali avanzate ricorda il ruolo reale di questo tratto di mare: non solo confine naturale, ma punto di controllo e osservazione permanente.
Per almeno un giorno, dunque, lo Stretto ha parlato un linguaggio diverso. Non quello delle promesse infrastrutturali, ma quello, silenzioso e concreto, della sua centralità geopolitica. (foto web)


