All’obitorio di Cosenza, l’ultimo saluto finisce a schiaffi: quando l’eredità arriva prima del lutto

Doveva essere una veglia silenziosa, si è trasformata in una scena da tribunale di famiglia. Tra vecchi rancori e frasi di troppo, la notte si chiude con l’arrivo della Polizia

Momenti di tensione – per usare un eufemismo – all’obitorio di Cosenza, dove una veglia funebre si è trasformata in una rissa vera e propria. Altro che raccoglimento: schiaffi, pugni e urla hanno rotto il silenzio che normalmente accompagna l’ultimo saluto.

Questioni di famiglia

Secondo una prima ricostruzione, a far degenerare la situazione sarebbero state questioni di famiglia, di quelle che non conoscono pause nemmeno davanti a una bara. Al centro dello scontro, pare, vecchi dissapori legati all’eredità. A scatenare la miccia una frase che, più di tante altre, ha il potere di incendiare gli animi: “Non saresti dovuto venire”.

Necessario l’arrivo della Polizia

Da lì, il passo è stato breve. La discussione è rapidamente degenerata in una colluttazione che ha reso necessario l’intervento di alcune pattuglie della Polizia, chiamate a riportare ordine in un luogo che, per definizione, dovrebbe imporre rispetto e silenzio. La calma è tornata solo con l’arrivo degli agenti. La Questura di Cosenza ha avviato accertamenti per chiarire le responsabilità e ricostruire con precisione quanto accaduto.

Superato il confine del lutto

Resta l’amaro epilogo di una storia che racconta, ancora una volta, come certi conti in sospeso riescano a superare persino il confine del lutto. A Cosenza, almeno per una notte, nemmeno la morte è riuscita a mettere tutti d’accordo. (foto web)

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