La Commissione straordinaria che gestisce l’Asp non dà nessuna risposta alla richiesta di incontro avanzata per discutere dei problemi che stanno attanagliando la cittadinanza napitina e l’associazione ‘Adesione democratica’, unitamente al Comitato di Salute Pubblica, entrambi con sede in Pizzo, non esita a scagliare pesanti siluri contro le stanze del palazzo sanitario vibonese.
Santa Maria del Carmine, presidio abbandonato
A rendersi interprete del malumore della popolazione con una graffiante nota è il coordinatore unitario dei due sodalizi, Beppino De Caria. “Adesione Democratica e il Comitato di Salute Pubblica Pizzo – esordisce – denunciano pubblicamente lo stato di abbandono in cui versa il centro servizi sanitari e socio-sanitari Santa Maria del Carmine. Il 4 dicembre 2025 avevamo inviato una missiva alla terna commissariale dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, composta dal dott. Gianfranco Tomao, dal dott. Gandolfo Miserendino e dal dott. Gianluca Orlando, chiedendo un incontro per discutere della gravissima situazione in cui versa la struttura di Pizzo. Ad oggi nessuno si è degnato di rispondere alla nostra lettera, nessuna chiamata ci è pervenuta dalla segreteria commissariale”. Tanto basta per puntare il mirino alzo zero.
Un lungo elenco di problemi
“Tutti noi cittadini – afferma De Caria – siamo profondamente indignati dall’indifferenza di queste istituzioni pubbliche incapaci di dare risposte concrete. Premettendo che né Adesione Democratica né il Comitato di Salute Pubblica Pizzo – prosegue – avevano precedentemente aderito a forme di protesta civica contro i componenti della terna commissariale dell’Asp, da oggi li consideriamo i principali responsabili, assieme al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, dell’affossamento della sanità pubblica in Calabria”. Fatte queste premesse, il responsabile di ‘Adesione Democratica’ sgrana il lungo rosario di carenze che gravano sulla sanità napitina.
La rabbia di Beppino De Caria
“Il centro servizi sanitari e socio-sanitari Santa Maria del Carmine – spiega – è stato letteralmente depotenziato e privato di tre importanti servizi quali geriatria, fisiatria e otorinolaringoiatria. Inoltre, non sono più stati riattivati i servizi di diabetologia e radiologia. Hanno ridotto a un solo giorno – rimarca – il servizio prelievi rispetto ai due giorni settimanali del passato, creando notevoli disagi alla cittadinanza pizzitana e all’utenza dei paesi limitrofi, a vantaggio delle strutture sanitarie private. Hanno tolto il servizio di rinnovo dell’esenzione ticket annuale – aggiunge ancora – e non sono stati all’altezza di aprire un servizio di scelta e revoca del medico di base, creando ulteriori disagi ai cittadini”. C’è anche dell’altro.
Servizi ripristinati o lotta senza quartiere
“La tanto attesa Centrale Operativa Territoriale non è stata promossa e valorizzata per come ci si augurava, mentre al Sert mancano infermieri. Privati ingiustamente della speranza di vederci assegnata la Casa di Comunità, illusi dalla promessa di potenziare i servizi aprendo servizi ambulatoriali nell’ala destra del Santa Maria del Carmine, oggi ci troviamo con un depotenziamento vergognoso e inaccettabile”.
Ne consegue che “se ieri abbiamo confidato fiduciosamente nelle istituzioni – confessa Beppino De Caria – oggi abbiamo perso ogni speranza. Pertanto, da cittadini della Repubblica Italiana, lotteremo senza quartiere fino a quando non saranno ripristinati i servizi. Denunceremo – conclude – questa situazione alle massime istituzioni della Repubblica Italiana, partendo dal Presidente della Repubblica, dai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato, nonché dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Ministro della Salute. Vogliamo capire se ancora ha senso credere nello Stato o se dobbiamo iniziare a lottare per ristabilire il pieno rispetto della Costituzione italiana”.


