Protocollo antimafia a Parghelia, l’opposizione: scelta giusta, ma il Consiglio resta escluso

La minoranza accoglie positivamente l’adesione della Giunta al Protocollo con la Prefettura per la prevenzione antimafia nel settore turistico, rivendicando però il ruolo politico della proposta avanzata in Consiglio

Con la delibera di Giunta comunale numero 9 del 22 gennaio 2026, il Comune di Parghelia ha approvato lo schema di Protocollo d’intesa con la Prefettura di Vibo Valentia per la prevenzione amministrativa antimafia nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione. Un atto che il gruppo consiliare di opposizione ‘Guardare al Futuro’ definisce “rilevante sul piano amministrativo”, ma che arriva, secondo i consiglieri, “al termine di un percorso politico già chiaramente tracciato”.

L’adesione al Protocollo, infatti, era stata formalmente proposta dal gruppo di opposizione con un’iniziativa protocollata il 1° dicembre 2025 (prot. n. 6832), con la quale si chiedeva che fosse il Consiglio comunale a esprimere “un indirizzo politico chiaro e condiviso su un tema di così alto valore civile”. 

Non un atto autonomo

Per ‘Guardare al Futuro’, la delibera n. 09/2026 rappresenta “la naturale e coerente attuazione dell’indirizzo politico già formulato”, non un “atto autonomo o casuale”, ma la “risposta – seppur non esplicitata – a una proposta consiliare puntuale e documentata presentata dai consiglieri Vasinton, Ferrazzo e Minieri. I contenuti del provvedimento approvato dalla Giunta – sottolinea il gruppo –  ricalcano infatti in modo sostanziale quanto indicato nella proposta presentata a dicembre”, a conferma della natura concreta e tecnicamente fondata dell’iniziativa”. 

La questione politica

La delibera è dunque accolta positivamente “per il risultato che produce”, consentendo a Parghelia di “entrare in un sistema strutturato di prevenzione amministrativa antimafia in uno dei comparti più delicati della propria economia”. Resta però aperta una questione politica che l’opposizione definisce “tutt’altro che secondaria. Già nel dicembre 2025 – ricordano i consiglieri – il sindaco aveva comunicato formalmente che i temi sollevati dal gruppo, compreso il Protocollo antimafia, sarebbero stati portati all’attenzione del Consiglio comunale in una seduta prevista tra il 10 e il 20 gennaio 2026. Quella seduta, però, non è mai stata convocata e il confronto in aula non si è mai svolto”. 

Metodo consolidato

Alla luce di quanto accaduto anche su altri dossier centrali, come le questioni ambientali e la gestione del territorio, questa scelta appare all’opposizione “sempre meno episodica e sempre più riconducibile a un metodo politico consolidato”, che finisce per “svuotare progressivamente il Consiglio comunale del suo ruolo di luogo di confronto pubblico”.

Procedere esclusivamente attraverso delibere di Giunta, pur “essendo legittimo sul piano amministrativo”, è letto come un “modo per evitare il passaggio consiliare e il confronto diretto non solo con l’opposizione, ma anche all’interno della stessa maggioranza”, relegando i consiglieri comunali a un “ruolo marginale e meramente ratificatorio”. 

Una difficoltà

Secondo ‘Guardare al Futuro’, il mancato ricorso al Consiglio “non è una semplice scelta organizzativa”, ma “il sintomo di una difficoltà politica più profonda”, quella di una maggioranza che, nel corso del mandato, non avrebbe “mai promosso una vera iniziativa politica autonoma in aula, rinunciando al ruolo di indirizzo e proposta che dovrebbe caratterizzare l’attività consiliare”.

Una distanza dalla vita del Consiglio che, sempre secondo il gruppo di opposizione, “è percepita anche dalla cittadinanza”, che rappresenta “il disagio per un paese fermo, stagnante e privo di una visione e di una progettualità riconoscibile”. In questo quadro, il passaggio consiliare sull’adesione al Protocollo antimafia avrebbe potuto rappresentare “non solo un atto di legalità, ma anche un momento di responsabilità politica collettiva”. Evitare l’aula, al contrario, rischia di rafforzare l’immagine di “una maggioranza sempre più chiusa, isolata e marginale nella vita politica e civile del paese”. 

L’incontro

Il gruppo ‘Guardare al Futuro’ annuncia infine che nel mese di febbraio organizzerà un incontro pubblico per la presentazione del progetto esecutivo del CIS Calabria sulla rigenerazione urbana, definito un ulteriore dossier strategico. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di “colmare le carenze di informazione e confronto finora emerse” e garantire maggiore chiarezza ai cittadini. Per l’occasione invitato lo studio di progettazione Labics, autore del progetto, in attesa di conferma, per consentire un confronto pubblico diretto con i progettisti.

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