“Dal prossimo 10 aprile, o giù di lì, l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia si appresta a voltare pagina. Scade infatti il mandato di 18 mesi della Commissione straordinaria nominata dal Governo Meloni, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. A lasciare Palazzo ex Inam saranno i commissari Gandolfo Miserendino, Gianluca Orlando e Gianfranco Tomao, subentrato al dimissionario Vittorio Piscitelli”. A intervenire sul tema è l’associazione storico-culturale “Ali di Viboneseità”, che in un comunicato traccia un bilancio critico dell’esperienza commissariale.
“Giunta da Roma con l’obiettivo di risanare l’ente, la terna si è trovata ad operare – secondo l’associazione – nel momento più delicato e allarmante della crisi sanitaria vibonese, senza riuscire a conseguire i risultati sperati. I numeri raccontano di una gestione iniziata in piena emergenza e destinata a concludersi in una fase ancora segnata da profonde difficoltà”.
Dimissioni di Piscitelli
“Particolarmente controversa”, secondo il sodalizio, è stata la “vicenda legata alle dimissioni del prefetto Vittorio Piscitelli. Stando a indiscrezioni raccolte negli ambienti dell’Asp, l’ex commissario avrebbe lasciato l’incarico in assenza di risposte concrete e convincenti rispetto a un piano di ripresa da lui avanzato per avviare, seppur gradualmente, l’uscita dalla crisi”. Una vicenda che, sempre secondo l’associazione, “si sarebbe consumata in tempi rapidissimi, senza un reale confronto pubblico, suscitando perplessità e delusione tra quanti auspicavano segnali di rilancio della sanità vibonese”.
Ora, con l’uscita di scena della Commissione straordinaria, si apre una fase di attesa definita “spasmodica. La domanda centrale resta aperta: l’Asp di Vibo Valentia resterà commissariata o sarà finalmente nominato un Direttore generale? E, soprattutto, a chi sarà affidata la guida di un sistema sanitario considerato ancora in piena difficoltà?”.
L’occasione
Nel comunicato, “Ali di Vibonesità” individua in questo passaggio una “possibile occasione per il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, chiamato a recuperare credibilità dopo la bocciatura del candidato a Palazzo Luigi Razza”. L’associazione rilancia una richiesta che definisce “storica” e “sostenuta da una spinta popolare: affidare la guida dell’Asp a un professionista locale, a un cittadino competente che conosca a fondo la storia, le criticità e le sofferenze della sanità vibonese”.
In attesa che si “concretizzino progetti annunciati” e che “venga inaugurato il nuovo ospedale in costruzione”, l’invito rivolto al governatore è quello di “puntare su un giovane manager capace di assicurare quella che viene definita la normalità della gestione sanitaria, superando logiche di appartenenza e centralismi decisionali”. Un gesto di “discontinuità” che, secondo l’associazione, “potrebbe rappresentare un segnale di buona volontà e di reale attenzione verso il territorio”.


