Clima, Legambiente: Calabria tra le regioni più colpite da eventi estremi

L’associazione denuncia la cementificazione, le costruzioni in aree a rischio e la mancanza di manutenzione del territorio

“La Calabria è tra le regioni più colpite da eventi climatici estremi che hanno causato danni: 122 fenomeni dal 2010 al 21 gennaio 2026, di cui 105 dal 2015. Si tratta di allagamenti dovuti a piogge intense, trombe d’aria e raffiche di vento, frane da piogge intense, esondazioni fluviali, mareggiate e siccità prolungata”. È quanto afferma in una nota Legambiente Calabria citando i dati dell’Osservatorio città clima.

“Si tratta di fenomeni naturali amplificati a dismisura negli ultimi decenni a causa di due fattori specifici: il cambiamento climatico e il consumo di suolo. Entrambi i fattori vedono l’attività antropica come unico responsabile. Per effetto delle emissioni in atmosfera il territorio, cementificato e impermeabilizzato, non è più in grado di regolare l’anomala alternanza tra periodi di pioggia intensa e di siccità, mentre la temperatura delle acque marine sta aumentando, causando l’accumulo di energia che purtroppo è alla base dei violenti eventi che stanno caratterizzando il Mediterraneo negli ultimi anni”, spiega Legambiente Calabria.

“Inoltre, si è costruito troppo e troppo spesso in zone non adatte e pericolose, come le anse dei fiumi, ai piedi delle scarpate, lungo versanti scoscesi o in aree di pianura alluvionale, a pochissima distanza dal mare, spesso in maniera abusiva, oltre a disboscare in maniera insensata e a non curare il territorio”, sottolinea Legambiente Calabria. “Nonostante la crescita esponenziale di eventi meteorologici estremi il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, approvato nel 2023, è rimasto sulla carta, vista l’assenza di fondi specifici e il ritardo con cui è stato costituito, solo recentemente, l’Osservatorio nazionale che sarà al centro del coordinamento delle azioni di adattamento. In Calabria Legambiente ha monitorato le città oltre i 50mila abitanti, come Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone e Lamezia Terme: nessuna di loro ha un piano di adattamento”, viene evidenziato nella nota. (Ansa)

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