“C’era chi aveva già deciso che Noi Moderati dovesse restare fuori dal Consiglio regionale. Ma i tribunali hanno ristabilito la verità”. È con toni netti che Vito Pitaro, capogruppo di Noi Moderati a Palazzo Campanella, commenta l’esito dei giudizi amministrativi che hanno respinto tutti i ricorsi presentati contro l’assegnazione dei seggi. Una decisione che chiude definitivamente il fronte giudiziario e smonta l’ipotesi – coltivata politicamente nelle scorse settimane – di un’esclusione forzata del movimento centrista dall’assemblea regionale.
Ristabiliti gli equilibri usciti dalle urne
I giudici amministrativi hanno bocciato ogni contestazione, riconoscendo la correttezza delle procedure elettorali e l’assenza di elementi tali da giustificare modifiche alla composizione del Consiglio regionale. In sostanza, nessuna anomalia, nessun presupposto per rivedere i risultati del voto. Una sentenza che pesa politicamente perché archivia una strategia che mirava a ottenere nei tribunali ciò che non era stato conquistato alle urne.
Il racconto mediatico
Come riportato dalla Gazzetta del Sud, il Tar ha respinto in blocco i ricorsi, evidenziando la debolezza delle tesi sostenute dai ricorrenti. Il quotidiano ha sottolineato come l’impianto giuridico delle contestazioni fosse fragile e fondato più su interpretazioni politiche che su reali violazioni normative. Un passaggio che oggi assume il valore di una definitiva pietra tombale sulla vicenda. “Non era una battaglia di diritto, ma un’operazione politica”
Pitaro non usa giri di parole
“Non si trattava di tutelare la legalità – ha spiegato – ma di costruire un’esclusione politica attraverso i ricorsi. Il Tar ha chiarito che il voto dei calabresi va rispettato”. Per il capogruppo regionale, la vicenda rappresenta l’ennesimo segnale di una stagione politica in cui si tenta sempre più spesso di spostare nei tribunali lo scontro che dovrebbe restare nel confronto democratico.
Dalla Regione ai territori
Il chiarimento giudiziario arriva mentre, sul piano locale, restano aperte forti tensioni amministrative, in particolare a Vibo Valentia. Proprio qui Pitaro ha recentemente criticato la gestione del Comune guidato dal sindaco Enzo Romeo, parlando di una politica senza visione e priva di programmazione strategica. Due piani diversi, ma un filo comune: da una parte la certezza istituzionale ristabilita dal Tar, dall’altra una crisi amministrativa che continua a produrre instabilità e scontro.
Una lezione politica aperta
Con il rigetto di tutti i ricorsi, il Consiglio regionale resta nella sua composizione originaria e Noi Moderati conferma la propria presenza in aula. Resta però il significato politico di una storia che ha tentato di trasformare le aule giudiziarie in un secondo turno elettorale. Come ha sintetizzato Pitaro: “Le urne hanno parlato. E oggi anche la giustizia amministrativa ha detto chiaramente che quel risultato non si tocca”. Ora, la partita torna dove dovrebbe stare da sempre: nel confronto politico e nella capacità di dare risposte concrete ai cittadini.


