Una ferita profonda squarcia il cuore della Costa degli Dei. La violenta ondata di maltempo scatenata dalla tempesta Nils ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione nel tratto costiero compreso tra Pizzo e Nicotera, colpendo con inusitata violenza la città di Tropea e mettendo a rischio il futuro della prossima stagione turistica.
Tropea, lungomare e spiagge cancellate
La situazione più allarmante si registra proprio nella “Perla del Tirreno”. Il bilancio dei danni è pesante: tratti strategici del lungomare risultano seriamente compromessi, mentre diversi accessi alle spiagge sono stati letteralmente cancellati dalla furia delle onde o resi totalmente impraticabili. Ad essere colpite duramente sono state anche le strutture balneari, con danni ingenti che minacciano la tenuta economica di decine di famiglie che vivono esclusivamente dell’indotto legato al mare.
Il monito di Antonio Piserà
Sulla vicenda è intervenuto con forza Antonio Piserà, già consigliere comunale di Tropea, che ha espresso profonda preoccupazione per la vulnerabilità di un territorio già provato da criticità strutturali. “Non siamo di fronte a danni isolati, ma ad una compromissione estesa di una fascia costiera vitale per la Calabria”, ha dichiarato Piserà. “La mia preoccupazione riguarda la sicurezza dei cittadini e la tenuta delle infrastrutture, con il timore concreto di ripercussioni occupazionali gravissime”.
La richiesta
Secondo l’esponente politico, la gravità dell’evento non permette soluzioni ordinarie. È necessario un intervento straordinario e coordinato tra le istituzioni regionali e statali. Queste le priorità indicate da Piserà: estensione dello stato di calamità naturale a tutti i Comuni della Costa degli Dei colpiti; attivazione di risorse adeguate per il ripristino immediato delle infrastrutture e la messa in sicurezza del territorio; sostegno diretto alle attività produttive e agli stabilimenti balneari danneggiati.
“La Costa degli Dei è un patrimonio di valore nazionale”, conclude Piserà, invocando dunque serietà e determinazione per affrontare un’emergenza che rischia di paralizzare il motore economico del vibonese.




