Nel vivace clima elettorale di Serra San Bruno, il candidato a sindaco Vincenzo Damiani interviene con una riflessione tecnica e politica che punta a scardinare la narrazione dell’amministrazione uscente sulla chiusura del dissesto finanziario. Se la maggioranza parla di una “nuova alba” e di un “traguardo storico”, Damiani risponde con la freddezza dei numeri, chiedendo trasparenza e rispetto per i sacrifici compiuti dalla comunità.
Il nodo dei contenziosi: 5,5 milioni non riconosciuti
Il punto di partenza dell’analisi di Damiani è l’entità del dissesto, dichiarato per oltre 11 milioni di euro. “Non bruscolini”, sottolinea il candidato. Tuttavia, nel corso della gestione, emerge un dato che Damiani definisce “sorprendente”: circa la metà di quella cifra, 5,5 milioni di euro, sono somme che il Comune riteneva dovute ma che l’Organismo Straordinario di Liquidazione (OSL) non ha riconosciuto. “Il Comune impugna le determinazioni dell’OSL davanti al TAR, perde il ricorso e decide di non proseguire davanti al Consiglio di Stato”, spiega Damiani, ponendo un interrogativo sulla pianificazione strategica dell’ente: “Si dichiara un dissesto da 11 milioni, si contesta metà delle poste, si perde il contenzioso e ci si ferma. È questo il modello presentato?”.
Il peso sui cittadini e le strade non percorse
Secondo Damiani, la chiusura del debito (stimata dall’OSL in circa 3.800.000 euro) sta avvenendo pesantemente sulle spalle dei serresi attraverso la riscossione dei ruoli di acqua, IMU e TARI, aggravati da mora e interessi. Il candidato solleva una questione normativa precisa: citando il d.lgs. 446/1997 e la legge 160/2019, Damiani chiede se sia stata realmente valutata la strada della definizione agevolata delle entrate locali per ridurre sanzioni e interessi. “Si è scelto il percorso più oneroso per la comunità?”, si domanda, ricordando che il dissesto è costato direttamente circa 500.000 euro tra compensi per la Commissione, straordinari e incarichi professionali.
Servizi ridotti e mancanza di trasparenza
Per Damiani, la “notte” vissuta da Serra San Bruno è stata caratterizzata da aliquote al massimo, servizi ridotti, assunzioni bloccate e una programmazione amministrativa azzerata. “I numeri non hanno opinioni, non fanno propaganda. Sono freddi, oggettivi e impietosi. Raccontano una storia diversa che merita ancora molte risposte”, incalza il candidato, denunciando inoltre la difficoltà nell’accedere ad atti e documenti ufficiali che attestino l’effettiva chiusura del dissesto.
Verso la “vera rinascita”
In vista del voto, Vincenzo Damiani promette di spiegare ogni passaggio tecnico ai cittadini per garantire una scelta consapevole. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una “vera nuova alba”, quella rappresentata dalla lista Rinascita Comune, per lasciarsi alle spalle un quinquennio di sacrifici.
“Le albe si annunciano con verità e rispetto, non con slogan”, conclude Damiani, ribadendo che la trasparenza non è un favore concesso all’opposizione, ma un dovere inderogabile verso tutta la cittadinanza.
Serra San Bruno vede l’alba: il Comune verso l’uscita dal dissesto finanziario


