Vibo fa scudo alla Macelleria Chiarello: lo Stato entra in bottega contro il racket

Delegazione compatta di istituzioni, sindacati e associazioni di categoria nel locale colpito dall’intimidazione. Il messaggio è unanime: "Nessuno è solo, la città non si piega al ricatto criminale"

Non una semplice visita di cortesia, ma una vera e propria mobilitazione civile. Questa mattina i vertici del mondo produttivo, sindacale e istituzionale di Vibo Valentia si sono ritrovati all’interno della Macelleria Chiarello. L’obiettivo della delegazione, ferma e compatta, è stato quello di trasformare la solidarietà in presenza fisica, ribadendo che la lotta contro l’oppressione della criminalità organizzata è una battaglia collettiva.

A fare da capofila l’amministrazione comunale con il sindaco Enzo Romeo, intervenuto anche nella qualità di Presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura provinciale. “Siamo qui per dire che un atto contro la macelleria Chiarello è un attacco a tutta la città”, ha scandito Romeo, ribadendo che chi sceglie la via della denuncia troverà sempre il sostegno delle istituzioni e dell’Antiracket.

Il coro di dissenso contro la violenza mafiosa ha unito tutte le sigle datoriali e i sindacati. Per Rocco Colacchio (Assindustria) la libertà d’impresa resta un valore “non negoziabile”, concetto rafforzato da Salvatore Nusdeo (Confcommercio), che ha definito ogni vetrina resistente come una “vittoria contro il buio”». Sul fronte artigiano, Rosario Contartese (CNA) ha assicurato un impegno concreto per la sicurezza degli associati, mentre per la parte sindacale Nadia Fortuna (CGIL) e Pino Baldo (CISL) hanno ribadito come la legalità sia il presupposto essenziale per garantire dignità al lavoro e crescita sociale.

L’incontro si è sigillato con un impegno preciso: mantenere alta la guardia e monitorare l’evoluzione della vicenda, affinché il libero esercizio dell’attività d’impresa nel Vibonese non debba mai più fare i conti con la paura.

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