Sanità, stangata giudiziaria per il GOM di Reggio: risarcimenti record per il demansionamento degli infermieri

Nuova vittoria legale del NurSind: la Corte d'Appello condanna l’ospedale a pagare oltre 250 mila euro per i fatti di Gastroenterologia. Riconosciuti anche i rimborsi per i buoni pasto

Una serie di condanne giudiziarie scuote i vertici del Grande Ospedale Metropolitano (GOM) di Reggio Calabria. Il sindacato NurSind, a meno di dieci anni dal suo insediamento sul territorio reggino, incassa nuovi successi legali che portano nelle tasche dei lavoratori risarcimenti per centinaia di migliaia di euro. La Segreteria Territoriale, guidata dal dottor Vincenzo Marrari, ha evidenziato come il ricorso alle vie legali sia diventato inevitabile di fronte alla “sordità” delle Amministrazioni al dialogo. Una scelta che sta dando ragione ai lavoratori nelle aule di tribunale, grazie al supporto legale dell’avvocato Domenico De Angelis.

Risarcimenti record: dal 2009 al 2020

Il colpo più duro per le casse dell’azienda ospedaliera arriva dalla sentenza 862/2025 della Corte d’Appello del Lavoro di Reggio Calabria. Il tribunale ha condannato il GOM a risarcire 8 tra infermieri e colleghi per il demansionamento subito tra il 2009 e il 2020 presso la UOC di Gastroenterologia. L’entità del risarcimento è tra le più alte mai riconosciute in Italia: il 15% della retribuzione per ogni anno di condanna. Secondo le stime del sindacato, la somma complessiva potrebbe superare i 250 mila euro.

Questo successo segue altre vittorie storiche già consolidate:

– Area Oncologia, Nefrologia e Dialisi: riconosciuti complessivamente oltre 362 mila euro di risarcimenti (delibere del 3 dicembre 2025).

– Buoni Pasto: il mese scorso, il Tribunale ha condannato il GOM a risarcire circa 13 mila euro a 9 ricorrenti per la mancata erogazione dei ticket, confermando il diritto al buono pasto per ogni turno eccedente le 6 ore di servizio.

Nuove sentenze all’orizzonte

La battaglia del NurSind non finisce qui. Il Segretario Marrari anticipa che nei prossimi mesi sono attese sentenze per decine di altre posizioni relative sia al demansionamento che alla questione buoni pasto. L’organizzazione sindacale, nel ribadire la propria missione a tutela dei diritti calpestati, invita ora tutte le lavoratrici e i lavoratori della sanità calabrese ad avvicinarsi alla sigla, citando i “fatti concreti” e le vittorie processuali come prova della propria efficacia rappresentativa.

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