“All’Azienda ospedaliero-universitaria ‘Renato Dulbecco’ di Catanzaro, presso la Stroke Unit di II dell’Uoc di Neurologia per la prima volta in Calabria è stato somministrato con successo il tenecteplase, farmaco innovativo contro l’ictus ischemico acuto”. Lo rende noto la stessa Azienda. Il trattamento è stato eseguito nella Stroke Unit di II livello del Presidio Pugliese.
“La terapia con questo fibrinolitico di nuova generazione – è scritto in una nota – è stata somministrato a un uomo di 66 anni, giunto in Pronto soccorso con difficoltà di linguaggio, capogiri, incapacità a mantenere la stazione eretta e sdoppiamento visivo insorti da circa due ore e mezza”. “L’introduzione del tenecteplase non è solo il risultato di un’ottima squadra clinica, ma rappresenta anche la risposta concreta ai bisogni del territorio e alle sfide delle reti tempo-dipendenti – dichiara il direttore Uoc di Neurologia, Domenico Bosco – ed è la conferma dell’efficacia della nostra programmazione sanitaria e dell’impegno a rafforzare le reti tempo-dipendenti, per assicurare al territorio interventi tempestivi, appropriati e di elevata qualità”.
Trattamento
Il paziente è stato trattato con una singola somministrazione endovenosa in bolo, modalità che consente di intervenire con rapidità in un contesto in cui ogni minuto è determinante. Sta bene. “Siamo orgogliosi di essere il primo centro in Calabria ed uno dei primissimi in Italia ad aver introdotto il tenecteplase nella pratica clinica – sottolinea Bosco – ed è il risultato di un lavoro sinergico tra Neurologia, Neuroradiologia Interventistica e Farmacia ospedaliera che testimonia l’impegno costante del nostro team nel garantire cure innovative e di qualità. La possibilità di somministrare un farmaco efficace tramite un’unica iniezione endovenosa in bolo consente di risparmiare tempo prezioso. E ogni minuto guadagnato equivale a neuroni salvati”.
Rapido ed efficace
Già largamente impiegato per il trattamento dell’infarto miocardico, è scritto nella nota dell’Azienda, “il tenecteplase si distingue per rapidità ed efficacia nel ripristino del flusso cerebrale. Il suo utilizzo è oggi supportato da solide evidenze scientifiche e raccomandazioni internazionali. L’ictus rimane un’emergenza medica, la seconda causa di morte al mondo e la prima causa d’invalidità, ma da oggi una nuova opportunità di cura è a disposizione dei pazienti”. (Ansa)


