Occhiuto contro la “gogna mediatica”: stop alle falsità, sono una persona perbene. In questi anni ho gestito 15 miliardi, altro che 3.800 euro

Il presidente della Regione Calabria replica in un video social alle indiscrezioni su presunte indagini e attacca i "leoni da tastiera": presentate 410 querele. Non mi faccio fermare dalle fesserie
occhiuto

Un video per “metterci la faccia”, mostrare lo stato di salute e, soprattutto, respingere punto su punto quelle che definisce come falsità orchestrate da una precisa “gogna mediatica”. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, rompe il silenzio e affida ai social una durissima replica contro le recenti notizie di stampa e le voci circolate sul suo conto.

“Sto benissimo, altro che problemi di cuore”

L’esordio è una smentita sulle sue condizioni fisiche: “Facciamo vedere pure che sto in forma, perché tra le varie fake e tra le varie falsità hanno anche detto che stavo morendo, che avevo problemi di cuore. Tiè, sto benissimo. Oggi vi voglio parlare non del ciclone, per fortuna c’è il sole e abbiamo qualche ora di tregua, vi voglio parlare di un altro ciclone, che è la gogna mediatica”.

Le contestazioni sui rimborsi

Mostrando alcuni articoli stampati, Occhiuto ripercorre le tappe di quello che definisce un meccanismo di fango: “Questi sono gli ingranaggi della gogna mediatica. Vi ricordate qualche mese fa, prima che io mi dimettessi? Alcuni giornali titolavano ‘Bufera giudiziaria sulla Regione Calabria’, ‘Ciclone giudiziario sulla Regione Calabria’, e così via… tutte falsità, perché io non ho mai commesso alcun illecito penale”. Il governatore entra poi nel merito del titolo odierno del Fatto Quotidiano su una presunta truffa per rimborsi auto da 3.800 euro: “Falso, io non ho mai commesso alcun illecito, nemmeno illeciti di questo genere. Ma che succede? Che questi articoli poi vengono rilanciati nella rete e sui social, e poi ciascuno li commenta, li diffonde, dicendo un sacco di cose assurde”

Dalla figlia a Cortina: la smentita sui fatti privati

Occhiuto elenca e smentisce diverse voci circolate: “Hanno scritto… ‘Un week end a Cortina d’Ampezzo a gennaio 2024’, falso. Io non sono mai stato a Cortina d’Ampezzo. Chiedo scusa a Zaia, probabilmente nemmeno lui è mai stato a Camigliatello. Io preferisco Camigliatello, che è bellissimo, e anzi invito Zaia a venire a Camigliatello”. Smentita anche l’assunzione della figlia in Regione: “Falso. Mia figlia studia all’università a Roma. Anzi, le faccio un in bocca al lupo perché in questo periodo sta facendo esami, e sono dispiaciuto che a volte questa gogna mediatica incida anche sui figli”. Sull’uso dell’auto elettrica privata da parte del figlio, Occhiuto chiarisce: “Questo non è falso, questo è vero. Ma un’auto privata uno la potrà usare come vuole o farla guidare a chi vuole senza dover rendere conto a nessuno?”.

La linea dura: 410 querele contro gli insulti

Il clima di odio online ha spinto il governatore alla controffensiva legale: “Queste robe qui poi generano nella rete un sacco di commenti e di insulti: ‘pagliaccio’, ‘che gran faccia di c…’, ‘vergogna’, ‘mafioso’, ‘venduto’. In questi mesi ho presentato 410 querele contro i leoni da tastiera, e a ciascuno di loro chiederò, tramite un’azione civile, un risarcimento, perché è giusto che siano puniti, visto che con il loro comportamento alimentano la gogna mediatica”.

“Ho gestito 15 miliardi, non mi fermano”

Il passaggio finale è una rivendicazione della propria onestà gestionale: “Ho fatto il conto. In questi anni ho gestito 14-15 miliardi di euro. Se non fossi stato una persona perbene, e sono una persona perbene, altro che 3.800 euro… Quindi, tranquilli, siccome sono una persona perbene, resisto alla gogna mediatica. Ho dimostrato di avere il coraggio per farlo quando ho sciolto la Regione, mi sono ricandidato, e grazie a Dio i calabresi hanno capito che il loro presidente è una persona perbene. E quindi, sappiatelo, io non mi faccio fermare. Adesso però – conclude Occhiuto – buttiamo via tutte queste fesserie e andiamo a lavorare sui problemi della Calabria”.

Rimborsi auto, parte dell’inchiesta su Occhiuto passa a Roma: ipotesi truffa sui 3.800 euro al mese

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