Una risposta tecnologica e immediata per fronteggiare un’emergenza sociale che non accenna a placarsi: la violenza contro chi cura. Il consigliere regionale Alecci ha depositato una mozione per l’introduzione dei braccialetti anti-aggressione nelle strutture sanitarie calabresi, partendo dai presidi più vulnerabili.
L’allarme: personale sempre più minacciato
“Continua a crescere il numero di casi di aggressione nei confronti di medici e operatori sanitari – afferma Alecci nel comunicato –. L’episodio di qualche giorno fa a Crotone, presso l’ospedale ‘San Giovanni di Dio’, dove un cardiologo è stato afferrato al collo da un parente di un paziente che lo ha anche minacciato di morte, è solo l’ultimo in ordine di tempo nella nostra regione. Tali comportamenti sono sempre più diffusi e sempre più violenti, esasperando il clima e facendo aumentare l’allarme sociale all’interno dei presidi sanitari”.
La proposta: braccialetti elettronici nelle Guardie Mediche
Per arginare il fenomeno, la mozione propone l’uso di dispositivi S.O.S. a cominciare dalle guardie mediche, spesso situate in comuni poco abitati o zone isolate. “Soprattutto durante i turni notturni – spiega Alecci – possono rappresentare un luogo insicuro per le operatrici o gli operatori. Spesso, infatti, è anche la paura di trovarsi in situazioni pericolose a convincere i medici a non accettare determinate assegnazioni”.
Come funziona il dispositivo
Il funzionamento, già sperimentato in alcune realtà italiane e avviato presso l’Asp di Crotone, è semplice: “Premendo un tasto si potrà inviare un ‘alert’ direttamente ad una control room o alle Forze dell’Ordine, per ricevere un intervento rapido. Dopo la sperimentazione all’interno delle guardie mediche è auspicabile una diffusione di questi braccialetti in tutti i reparti maggiormente a rischio, a cominciare da quelli di emergenza-urgenza”.
Un impegno che viene da lontano
La fornitura di questi dispositivi si inserisce nel solco di un’attività legislativa già promossa da Alecci nella scorsa legislatura per potenziare la sicurezza del personale. “Si tratta di un tema sociale che va affrontato al più presto – conclude la nota –. I numeri cominciano a diventare allarmanti. Non è possibile che medici e infermieri, che ogni giorno salvano vite umane, si trovino a rischiare la propria a causa di inaccettabili forme di violenza”.


