Sarà il Salone del Museo dell’Arte Sacra del Duomo di Vibo Valentia a ospitare, sabato 21 febbraio alle ore 16.30, la presentazione del volume di Michele Furci “San Leoluca. Patrono di Vibo Valentia – Santità della Chiesa vibonese sul finire del primo millennio”. L’appuntamento apre ufficialmente la IV edizione delle Giornate Leoluchiane (21-28 febbraio 2026), promosse dalla Parrocchia del Duomo di Santa Maria Maggiore e San Leoluca in vista della festa del 1° marzo. Un evento che intreccia ricerca storica, identità cittadina e riflessione sul presente.
Un viaggio nel primo millennio cristiano
Il volume si articola in quindici capitoli e prende le mosse dalla ricostruzione del contesto storico calabrese nel primo millennio: invasioni, assetti politici mutevoli, relazioni ecclesiastiche spesso segnate dalla competizione tra Roma e Costantinopoli. Ampio spazio è dedicato alla struttura delle prime comunità cristiane – dai cenobi alle realtà che offrivano anche servizi civili – e alla nascita del culto dei santi patroni, fino all’evoluzione ecclesiastica influenzata dal monachesimo di matrice basiliana, ispirato a San Basilio di Cesarea. Si chiude così la parte dedicata al quadro socio-politico in cui si inserisce la figura di Leoluca, con una riflessione sul senso della venerazione delle immagini sacre nell’epoca contemporanea.
La figura del santo e le radici del culto
Dal sesto capitolo in avanti, l’attenzione si concentra sulla vita di San Leoluca, ricostruendone l’ambiente storico e i tratti agiografici. L’autore documenta la diffusione del culto a Monteleone già dall’inizio del XIII secolo, ripercorrendo la tradizione che vuole fra’ Leoluca abate del convento di Vena e ricostruendo le ragioni del suo trasferimento nel territorio che, dopo le incursioni saracene di fine IX secolo, avrebbe visto rinascere la città con il nome di Monteleone. Il testo si sofferma anche sulle ipotesi toponomastiche legate a “mons leonis” e “cor leonis”, richiamando il legame tra Corleone, città natale del santo, e Monteleone, dove visse e fu riconosciuto patrono. Gli ultimi capitoli affrontano la tradizione che attribuisce all’intercessione del santo la protezione dai terremoti, il tentativo storico di modificare la data della festa e le iniziative più recenti: dal Premio internazionale della testimonianza al Comunitarium fino alle stesse Giornate Leoluchiane, corredate da un elenco dei parroci e da una significativa iconografia.
Una riflessione che parla al presente
Oltre alla ricostruzione storica, il volume propone una riflessione che guarda all’oggi. In un’epoca segnata da interconnessioni digitali e nuove solitudini, l’esperienza delle santità locali viene riletta come risposta a un bisogno di appartenenza e di coesione sociale. La pietà popolare, pur espressa attraverso gesti individuali, si intreccia con la vita comunitaria e costruisce un tessuto relazionale capace di superare la frammentazione. In questa prospettiva, la figura del patrono assume un valore non solo teologico, ma anche antropologico e civile: fonda un modello di convivenza che ha segnato la storia urbana sin dal IV secolo.
La vicenda di San Leoluca – tra memoria storica, fede e tradizione – continua così a rappresentare per Vibo Valentia un elemento identitario forte, capace di coniugare radici e contemporaneità.


