Dissesto a Serra, Federico: dall’opposizione solo veleni e cifre strumentali

Replica ai consiglieri di minoranza dopo il ricorso agli organi di controllo: "Mirano a gettare ombre sulla nostra onestà. Grave invocare responsabilità contro chi risana e non contro chi ha lasciato milioni di debiti, dai BOC alle anticipazioni di liquidità"

Entra ufficialmente nel vivo la sfida per le prossime comunali a Serra. Tramite un comunicato, la vicesindaca Rosanna Federico risponde al recente intervento di due consiglieri di opposizione in merito allo stato del dissesto finanziario dell’ente, accusandoli di voler inquinare il clima elettorale con “illazioni” e manovre mediatiche.

“Strumentalizzazioni contro la legalità”

Federico contesta apertamente il metodo scelto dalla minoranza, basato sulla pubblicizzazione dei ricorsi agli Organi di controllo: “Mirano a far pensare a qualche profilo di illegittimità negli atti di un’amministrazione che ha sempre operato nel rigore e nella legalità”, dichiara la vicesindaca. Secondo l’esponente della Giunta, si tratterebbe di un déjà-vu: “Lo hanno già fatto una volta nel tentativo di ostacolare i lavori di messa in sicurezza del fiume Ancinale, di cui abbiamo visto recentemente l’estrema importanza a discapito della sicurezza dei serresi”.

La questione tecnica: numeri “buttati lì” e atti datati

Entrando nel merito delle cifre, Rosanna Federico sottolinea come la procedura di dissesto sia complessa e in continua evoluzione, accusando l’opposizione di leggere numeri contenuti in atti di anni fa, ormai non più attuali, solo in prossimità del voto. “È grave che si interpellino gli organi di controllo per chiedere l’accertamento di profili di responsabilità non di chi ha lasciato un comune con milioni di euro di debiti, ma di chi ha inteso avviare un percorso di risanamento sulla base di relazioni tecniche”, incalza la numero due di Palazzo Tucci.

L’analisi del debito

La vicesindaca entra poi nel dettaglio degli oneri finanziari che gravano sull’ente e che, a suo dire, “non sono rientrati nel percorso di risanamento:

– oltre 6.000.000 di euro di BOC: una rata ventennale che, con gli interessi, ha pesato dal 2005 ad oggi per quasi 450.000 euro all’anno.

– oltre 5.500.000 euro di Fondi Anticipazione di Liquidità: debiti contratti tra il 2013 e il 2020 per coprire altre pendenze pregresse.

“Operazioni i cui effetti si sono ripercossi sulle tasche e sui servizi dei serresi e ancora si ripercuoteranno per anni”, spiega Federico, definendo “ridicolo” il fatto che il controllo venga invocato oggi su chi gestisce il debito e non su chi lo ha originato o aggravato.

L’appello al voto: “Meno veleni, più contenuti”

In vista dell’appuntamento del 23 e 24 maggio, la vicesindaca lancia un monito: la maggioranza è “pronta al confronto politico”, ma non accetterà passivamente “tentativi di gettare ombre sull’onestà del proprio operato”. “I serresi sapranno giudicare nell’urna”, conclude Federico, auspicando una campagna elettorale “corretta, leale e rispettosa”, mossa dal “dovere politico, civico e morale di privilegiare i contenuti rispetto ai veleni”.

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