Vibo e Catanzaro: svolta storica per il 118. Sanità, parte la rivoluzione di De Salazar a Cosenza

Dopo un'attesa lunga otto anni, il sistema calabrese subisce un'accelerazione decisiva

Dopo otto anni di attese e precarietà amministrativa, il sistema dell’emergenza-urgenza in Calabria imbocca una traiettoria nuova. La convenzione per il supporto al SUEM 118 nella provincia di Cosenza è stata finalmente sbloccata. Ma il dato politico-amministrativo centrale ha un nome preciso: Vitaliano De Salazar. È stato il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza – titolare anche della delega regionale sul 118 – a condurre il percorso tecnico e istituzionale che ha portato alla definizione del nuovo assetto.

Il ruolo decisivo di De Salazar

Non si è trattato di un semplice atto formale. La partita si è giocata su più livelli: ricognizione delle postazioni operative; verifica delle criticità amministrative pregresse; costruzione di un quadro normativo uniforme; confronto con le associazioni di volontariato; raccordo con Azienda Zero e con la struttura regionale. La delega regionale sul 118 ha consentito a De Salazar di affrontare il nodo non solo in chiave provinciale, ma con una visione sistemica che coinvolge anche Vibo Valentia e Catanzaro. La stabilizzazione della convenzione rappresenta il primo tassello di una riforma più ampia del sistema 118 calabrese.

Otto anni di precarietà superati

Per quasi un decennio le associazioni hanno operato senza una cornice contrattuale stabile, garantendo comunque il servizio h24, soprattutto nelle aree interne e montane. La firma della convenzione chiude quella fase e introduce: certezza giuridica; continuità operativa; sostenibilità economica; trasparenza nei pagamenti e uniformità organizzativa. Le nuove postazioni entreranno in funzione dal 1° marzo 2026.

Le 20 postazioni: non redistribuzione, ma potenziamento

Uno dei punti più rilevanti riguarda l’attivazione di trenta postazioni territoriali aggiuntive. Non si tratta di spostare mezzi esistenti, ma di ampliare la copertura, soprattutto nei territori distanti dai presìdi ospedalieri. In Calabria, dove la conformazione geografica incide sui tempi di intervento, il rafforzamento del presidio territoriale rappresenta un passaggio strutturale.

Dalla stabilizzazione alla riorganizzazione

La “rivoluzione” evocata nel titolo non è solo amministrativa. Il percorso delineato prevede: formazione strutturata e uniforme per tutti gli operatori, volontari compresi; protocolli condivisi con la rete ospedaliera hub e spoke; integrazione operativa con le centrali del 118; standard omogenei su scala regionale. Il volontariato non viene più considerato una componente residuale, ma parte integrante del sistema pubblico dell’emergenza.

Un modello che guarda oltre Cosenza

Se Cosenza rappresenta il banco di prova per estensione e complessità territoriale, la strategia è regionale. Il lavoro condotto da De Salazar, forte della delega regionale sul 118, punta a uniformare l’organizzazione anche nelle altre province, superando frammentazioni e difformità operative. La stabilizzazione della convenzione non è il punto di arrivo. È l’inizio di una riorganizzazione complessiva del settore emergenza-urgenza in Calabria, che parte dal territorio per integrarsi pienamente con la rete ospedaliera. Il 1° marzo 2026 potrebbe segnare una data spartiacque per il 118 calabrese. Questa volta, dopo otto anni di attesa, il cambiamento ha finalmente una regia chiara. In soli quindici giorni realizzato ciò che per anni è rimasto fermo: quando ascolto e competenza guidano l’azione, la differenza si vede.

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