Si terrà oggi, 22 febbraio, alle ore 15.30, nell’auditorium della Chiesa Gesù Salvatore a Vena di Ionadi, il Convegno pastorale promosso dalla Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. L’iniziativa è dedicata alla presentazione e all’approfondimento del Documento Finale del Sinodo e segna l’avvio del percorso di recezione a livello locale. Negli ultimi quattro anni il cammino sinodale ha rappresentato per la Chiesa un tempo di ascolto e confronto, coinvolgendo comunità e territori in un processo di verifica e rinnovamento. Ora, conclusa la fase universale, le diocesi italiane sono chiamate a tradurre le indicazioni emerse in scelte pastorali concrete, capaci di incidere nella vita quotidiana delle parrocchie.
I contenuti del documento
Anche la Chiesa di Mileto-Nicotera-Tropea si inserisce in questo percorso. Il convegno di oggi non si limiterà a illustrare i contenuti del documento finale, ma intende avviare un coinvolgimento diretto delle comunità parrocchiali, affinché le proposte del Sinodo trovino applicazione nel contesto territoriale. A offrire un contributo alla riflessione saranno due relatori: Suor Antonia Dal Mas, che presenterà i contenuti principali del Documento e le prospettive pastorali che ne derivano, e il teologo Vito Impellizzeri, preside della Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista”, che proporrà una lettura teologica e pastorale del cammino sinodale con particolare attenzione alle implicazioni per le Chiese locali.
Un documento da offrire al vescovo
Dal convegno prenderà avvio una fase di approfondimento nelle diverse zone pastorali della diocesi. Il lavoro si concentrerà su tre ambiti ritenuti prioritari: le fragilità sociali, economiche e spirituali; la cultura come spazio di dialogo e formazione; la famiglia, con le sue domande e difficoltà.
L’obiettivo è raccogliere contributi e proposte da sottoporre al Vescovo per arrivare alla definizione di un Piano pastorale diocesano. L’incontro di oggi, dunque, rappresenta l’inizio di un percorso che punta a rafforzare la corresponsabilità e la partecipazione dei fedeli, con l’intento di radicare nel territorio le scelte che matureranno dal cammino sinodale.


