Niscemi salva 4mila libri dopo la frana, Vibo lascia a rischio il patrimonio del Sistema Bibliotecario nel complesso chiuso di Santa Chiara

Mentre dall'altro lato dello Stretto si corre ai ripari in poche ore per salvare i libri, a Vibo Valentia migliaia di volumi giacciono prigionieri del degrado. Infiltrazioni e cantieri incustoditi minacciano un patrimonio che resta chiuso in un edificio dimenticato

A Niscemi una frana costringe istituzioni e comunità a mobilitarsi immediatamente per salvare circa 4.000 volumi appartenuti a uno studioso locale e donati al Comune. I libri vengono messi in sicurezza, trasferiti, protetti. L’emergenza diventa priorità amministrativa. A Vibo Valentia, invece, l’emergenza è meno rumorosa ma non meno grave. Riguarda il patrimonio della Biblioteca del Sistema Bibliotecario Vibonese, una delle raccolte pubbliche più importanti del Mezzogiorno per consistenza e valore storico-documentario.

Infiltrazioni, lavori e assenza di vigilanza

I volumi sono custoditi nel complesso di Santa Chiara, chiuso da anni e segnato da criticità strutturali: infiltrazioni di umidità, coperture danneggiate dal vento, ambienti non adeguatamente protetti. All’interno risultano lavori in corso che, secondo quanto segnalato, si svolgerebbero senza una chiara e costante sorveglianza bibliotecaria. Carta e umidità non fanno compromessi. Le muffe avanzano in silenzio, le legature cedono, gli inchiostri sbiadiscono. Non è un rischio teorico, è un processo fisico già noto a chiunque si occupi di conservazione.

Il richiamo di Gilberto Floriani

Gilberto Floriani, già direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, in una nota non usa giri di parole: “Non stiamo parlando di scaffali qualsiasi, ma di una delle raccolte più rilevanti del Mezzogiorno”. E aggiunge: “La tutela dei beni librari non è un’opzione politica, ma un obbligo preciso previsto dalla legge”.

Floriani richiama apertamente le responsabilità istituzionali: “Gli enti proprietari e responsabili sono tenuti alla conservazione, alla protezione e alla vigilanza. Non è una scelta discrezionale, è un dovere”. E ancora: “Se le criticità segnalate fossero accertate, si aprirebbero scenari molto seri sul piano amministrativo e, nei casi più gravi, anche penale”.

Il nodo degli obblighi di tutela

Il riferimento è al Codice dei beni culturali e del paesaggio, che impone agli enti pubblici precisi obblighi di custodia e conservazione dei beni culturali, compresi quelli librari. Non si tratta solo di manutenzione ordinaria, ma di vigilanza costante, di condizioni ambientali idonee, di tutela effettiva. In presenza di danni o deterioramenti, potrebbero configurarsi responsabilità fino alle ipotesi di danneggiamento di beni culturali o omissione di atti dovuti. Per questo viene sollecitato un intervento urgente della Soprintendenza bibliografica competente, affinché venga effettuata una verifica formale e documentata delle condizioni di conservazione.

La differenza sta nella risposta

La distanza tra Niscemi e Vibo non è geografica, è amministrativa. Dove la frana ha imposto una reazione immediata, il patrimonio librario è stato salvato. A Vibo, il degrado che si trascina da anni rischia di diventare normalità. “Una verifica non è più rinviabile”, insiste Floriani. “È il passaggio minimo necessario per garantire la messa in sicurezza di un patrimonio che appartiene alla comunità e alla sua storia”.

Il tempo, per i libri, non è neutrale. Ogni giorno senza interventi è un giorno sottratto alla memoria collettiva. E questa volta il silenzio potrebbe costare più di una frana.

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