Nasce il nuovo Comitato di Gestione dell’Autorità portuale: dentro anche il rappresentante di Vibo

Con il decreto firmato dal presidente Paolo Piacenza prende forma l’organo chiamato a guidare le scelte strategiche degli scali calabresi. Tra i nodi più delicati sul tavolo, il futuro assetto dello scalo vibonese e il caso Meridionale Petroli

L’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio ha ufficialmente costituito il nuovo Comitato di Gestione. Il decreto, firmato dal presidente avvocato Paolo Piacenza, mette nero su bianco una composizione attesa da mesi e destinata a incidere in modo diretto sulle scelte strategiche dei porti calabresi, compreso quello di Vibo Valentia.

La composizione

Il Comitato risulta formato dal presidente dell’Autorità portuale, dal rappresentante designato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, ing. Massimo Galante, dal componente indicato dal Comune di Gioia Tauro, avv. Natale Polimeni, e dal Direttore marittimo della Calabria e Basilicata tirrenica, contrammiraglio Giuseppe Sciarrone. Accanto a loro partecipano, con diritto di voto sulle materie che riguardano i rispettivi scali, i rappresentanti dei comuni capoluogo non sede di Autorità portuale. Per Vibo Valentia è stato designato il dott. Carmelo Impellizzeri; per Crotone il capitano Flavio Matarazzo. La Regione Calabria deve ancora indicare il proprio componente, che integrerà formalmente il quadro.

Il peso della scelta su Vibo

Per Vibo Valentia non si tratta di una presenza simbolica. La designazione del proprio rappresentante arriva in un momento cruciale per il futuro del porto di Vibo Marina. Sul tavolo del Comitato c’è infatti una partita che vale vent’anni: la concessione demaniale alla società Meridionale Petroli, con orizzonte fino al 2045. Una decisione che, nei fatti, incide in maniera profonda sulle prospettive di sviluppo turistico dello scalo. E in tale ottica la nomina potrebbe apparire come una decisione assunta con leggerezza. Ma saranno i fatti a dover confermare o smentire le riserve del momento. La permanenza dell’attuale assetto industriale del porto di Vibo Marina continua a rappresentare un freno alla riconversione dell’area portuale verso una vocazione più orientata alla nautica da diporto, ai servizi e alla riqualificazione urbana.

È qui che il ruolo del rappresentante indicato da Vibo assume un significato politico e strategico. Non solo presenza in aula, ma capacità di incidere, di portare una visione alternativa, di tenere insieme esigenze economiche e prospettive di crescita del territorio.

Una scelta che guarda al 2045

Il porto di Vibo Marina vive da anni in una condizione sospesa: potenzialità evidenti, ma sviluppo rallentato. La decisione sulla concessione non è un atto tecnico qualunque, ma una scelta che orienta il modello di porto e, di conseguenza, il modello di città. Il nuovo Comitato di Gestione è ora pienamente operativo. Le nomine sono formalizzate, le competenze definite. Resta da capire quale direzione sarà imboccata per Vibo: continuità industriale o svolta verso un futuro turistico e integrato con la città.

La partita è aperta. E il voto che arriverà nelle prossime settimane potrebbe segnare il destino del porto per i prossimi vent’anni.

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