Revocate le misure cautelari per Ceravolo e Serratore nell’inchiesta sulla latitanza di Bonavota

l provvedimento del Gip di Genova riguarda due torinesi già detenuti per altre vicende giudiziarie. Cadono le esigenze cautelari nel filone che ipotizzava un sostegno alla fuga del presunto esponente della ’ndrangheta

Il Gip di Genova ha revocato le misure cautelari nei confronti di Domenico Ceravolo, ex sindacalista della Filca-Cisl, e di Antonio Serratore, ex gestore di un bar, entrambi torinesi, indagati per aver favorito la latitanza di Pasquale Bonavota. La nuova ordinanza è stata notificata in carcere, dove i due si trovano già detenuti per altre vicende giudiziarie. Ceravolo è assistito dall’avvocato Christian Scaramozzino, Serratore dall’avvocato Roberto Lamacchia.

Le condanne precedenti

Il 20 novembre scorso Ceravolo è stato condannato a 8 anni e 10 mesi dal Tribunale di Torino nell’ambito di un processo sulle infiltrazioni della criminalità organizzata di matrice calabrese nel settore edilizio. Per Serratore è stata invece stabilita una pena di 3 anni e 8 mesi, in continuazione con una precedente sentenza di condanna.

Il nuovo filone d’indagine

I fatti contestati nell’inchiesta genovese risalgono al 2022 e riguardano la presunta agevolazione della latitanza di Bonavota, irreperibile dal 2018 fino al suo arresto. Il 27 aprile 2023 il 42enne era stato rintracciato e fermato dai carabinieri a Genova nell’ambito dell’operazione Rinascita Scott, coordinata dalla Procura di Catanzaro. Nel dicembre 2025 è stato assolto in appello.

Con la decisione del Gip, vengono meno le esigenze cautelari che avevano portato all’emissione del provvedimento restrittivo nel procedimento relativo alla presunta copertura della sua irreperibilità. (foto web)

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