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Traffico di droga aggravato dal metodo mafioso, 13 arresti all’alba a Cirò Marina

Operazione dei carabinieri nel Crotonese su mandato della Dda di Catanzaro. Dieci persone in carcere, altre tre ai domiciliari al termine di un’inchiesta ancora nella fase preliminare

Blitz alle prime luci del giorno a Cirò Marina, nel Crotonese, dove i Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 13 persone ritenute coinvolte, a vario titolo, in un’attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso. Dieci indagati sono stati trasferiti in carcere, mentre per altri tre sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Il provvedimento del gip e le contestazioni

L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Secondo l’impostazione accusatoria, gli indagati avrebbero preso parte a un sistema organizzato di approvvigionamento, detenzione e distribuzione di droga sul territorio, con l’aggravante di aver agito con modalità mafiose o con l’obiettivo di agevolare ambienti riconducibili alla criminalità organizzata.

Le accuse riguardano, in concorso tra loro, condotte legate al traffico e allo smercio di stupefacenti, in un contesto che gli inquirenti ritengono caratterizzato da metodi intimidatori e da un controllo delle attività illecite tipico delle consorterie radicate nell’area.

Il dispiegamento di forze sul territorio

Le misure cautelari sono state eseguite dai militari della Compagnia di Cirò Marina, con il supporto di altri reparti dell’Arma. All’operazione hanno partecipato anche il Nucleo cinofili, l’8° Elinucleo e lo Squadrone eliportato “Cacciatori” Calabria, impegnati nelle fasi di perquisizione e nelle attività di ricerca. Il dispositivo ha interessato diversi obiettivi nel territorio del Crotonese, con controlli e accertamenti scattati in contemporanea per evitare dispersioni e garantire l’esecuzione dei provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria.

Indagini nella fase preliminare

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno ora essere vagliate nelle sedi giudiziarie competenti, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza degli indagati fino a eventuale sentenza definitiva.

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