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Sanità lametina, il Presidio “Malerba” suona la carica: parte la fase due, pronti alla mobilitazione

Successo di pubblico al Chiostro per l’incontro sul diritto alla salute. Apertura del commissario Asp Battistini, ma scoppia il caso politico per l'assenza del sindaco Murone: "Distacco inaccettabile, ora ci faremo sentire nelle sedi opportune"

La sanità lametina non è più solo una questione di corsie e bilanci, ma un caso di coscienza collettiva che agita la città. Lo ha dimostrato la partecipazione straordinaria all’incontro pubblico promosso dal Presidio Permanente “Nicola Malerba” presso il Chiostro di San Domenico: un confronto serrato e intenso che segna uno spartiacque nelle rivendicazioni del territorio.

Il dialogo con l’Asp e l’impegno di Battistini

Al centro del dibattito, la richiesta di trasparenza sui fondi, una programmazione certa e il potenziamento immediato dei servizi, con un focus prioritario sull’emergenza-urgenza, da tempo tallone d’Achille del sistema locale. All’iniziativa è intervenuto in collegamento il Generale Antonio Battistini, commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro. Battistini ha illustrato i passi in avanti compiuti negli ultimi mesi, mostrandosi disponibile a un cronoprogramma di incontri tematici per affrontare le criticità operative. Un’apertura che il Presidio ha accolto con spirito costruttivo, pur ribadendo la necessità di passare dalle parole ai fatti.

L’assenza del Comune: un “caso” politico

Se l’interlocuzione con l’azienda sanitaria segna un punto a favore del dialogo istituzionale, a far rumore è stato il “grande vuoto” tra i banchi della politica locale. Il Presidio ha censurato con durezza l’assenza del sindaco Mario Murone e di rappresentanti dell’amministrazione comunale. Un forfait definito “pesante sia politicamente che simbolicamente”, che rischia di scavare un solco profondo tra la cittadinanza e la classe dirigente proprio mentre cresce la mobilitazione civica.

Verso la “Fase Due”

L’atteggiamento di distacco di Palazzo Maddamme ha spinto il comitato a dichiarare chiusa la fase della sola proposta. “Dopo la raccolta firme e l’informazione, è il momento di valutare nuove forme di mobilitazione”, si legge nella nota del Presidio. Il messaggio è chiaro: se le istituzioni locali non mostreranno segnali di ascolto, la protesta si sposterà direttamente nelle sedi opportune con modalità che verranno rese note a breve. La comunità di Lamezia, definita matura e unita, non sembra intenzionata a fare passi indietro: il diritto alla salute viene ribadito come “non negoziabile”. La sfida per il rilancio dell’ospedale e dei servizi territoriali entra ora nel vivo.

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